Enrico Franceschini, la Repubblica 12/8/2011, 12 agosto 2011
LONDRA
Chi vincerà il prossimo Nobel per la Letteratura? Murakami. E chi sarà il premio Oscar 2012 per il miglior film? War Horse di Spielberg. E cosa farà, nel lontano futuro, Lady Gaga? Potrebbe diventare presidente degli Usa. Lo dicono i bookmaker inglesi: un´eventualità che alcuni pagano 100 a 1 (si scommette uno e si vince cento). Il Nobel allo scrittore giapponese, invece, viene dato 6,5 a 1 e l´Oscar al film di Spielberg ancora a meno: 2,5 a 1.
Non c´è solo lo sport su cui puntare, insomma, ma anche cultura e spettacolo. D´altra parte oggi ci sono tanti "eventi" offerti dalle agenzie specializzate: il costume (quando nascerà il primo figlio a William e Kate?), la politica (chi sarà lo sfidante socialista di Sarkozy in Francia?), l´economia (quale paese uscirà più probabilmente dall´euro?). Ma mentre è più facile immaginare chi siano i "quotisti" (si chiamano così, in gergo, coloro che fanno le quotazioni per le scommesse) su costume o politica, in fondo basta leggere i giornali, in campo culturale sembra tutto più complicato.
Come funziona ce lo spiega uno specialista della materia, preferendo rimanere anonimo. «Nella maggior parte dei casi, i bookmaker hanno un quotista che si occupa esclusivamente di questa materia, ha una passione personale per l´argomento, che si tratti di libri o film, legge recensioni e commenti dei giornalisti specializzati, segue l´andamento del mercato editoriale o cinematografico e poi in base a tutto questo dà le sue quotazioni. Capita che, per avvenimenti di particolare importanza, un allibratore cerchi una collaborazione esterna, che deve restare assolutamente riservata. Può chiedere pareri a critici letterari e cinematografici o più in generale agli addetti ai lavori, così come un quotista di corse dei cavalli può informarsi presso fantini o proprietari».
Ma c´è un´avvertenza da tenere presente, spiega la medesima fonte. «In molti casi, pur avendo sondato gli esperti esterni e ragionato sui dati obiettivi a disposizione, la quotazione non è lo specchio delle reali possibilità che un determinato evento si avveri, bensì una maniera per anticipare l´orientamento del pubblico che scommetterà ed evitare perdite per il banco, ossia per il bookmaker». Perciò la quotazione cambia rapidamente, a seconda delle puntate. Le quote degli allibratori, insomma, non vanno prese come dei sondaggi: non a caso McCarthy veniva dato favorito per il Nobel anche nel 2010 e ha perso. Bisogna sempre ricordare che le scommesse, anche culturali, sono un gioco d´azzardo in cui il banco, come al casinò, cerca di cautelarsi contro gli scommettitori: se in tanti puntano su uno scrittore o su un film, l´allibratore fa subito scendere la quotazione per non rischiare di perdere una fortuna se quello scrittore o film davvero vinceranno.