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 2011  agosto 12 Venerdì calendario

In principio erano le scarpette rosse, come nell’omonima favola di Andersen. Poi le bambine sono cresciute, indossando tacchi sempre più alti e sognando di possedere trampoli di massima seduzione, dove il rosso diventa estremo e si nasconde sotto alla pianta del piede, dunque ancor più irresistibile

In principio erano le scarpette rosse, come nell’omonima favola di Andersen. Poi le bambine sono cresciute, indossando tacchi sempre più alti e sognando di possedere trampoli di massima seduzione, dove il rosso diventa estremo e si nasconde sotto alla pianta del piede, dunque ancor più irresistibile. Sembra solo un ameno dettaglio ma chi colleziona con dissennatezza calzature sa che è questione di particolari, tutto si gioca in pochi centimetri. Così non deve stupire che in questi ultimi mesi si stia combattendo una battaglia giuridica nell´alta moda tra New York e Parigi, a colpi di ricorsi, avvocati blasonati, persino detective incaricati di scoprire le furbizie avversarie. Il primo a sferrare l´attacco è stato Christian Louboutin che ha fatto della suola rossa - rigorosamente di vernice scarlatta - il suo marchio di fabbrica. Molti ricordano Carla Bruni, e la bella principessa delle Asturie, Letizia, mentre salgono insieme la scalinata della Casa reale a Madrid, e madame Sarkozy svela al mondo quel particolare. La cantante Jennifer Lopez ha dedicato alle Louboutin persino una canzone, con annesso, cliccatissimo video. Le celebri suole sono comparse anche ai piedi di Sarah Jessica Parker nel secondo film "Sex and City". L´estroso designer ha raccontato di aver avuto l´idea la prima volta negli anni Novanta, dipingendo il cuoio con un semplice smalto per le unghie. Da allora, la sua trovata ha fatto il giro del mondo, seppure in produzioni limitate. E dunque quando, nella primavera scorsa, sono comparse nei grandi magazzini di Manhattan calzature di grande eleganza ma con quel tocco colorato in più, lo stilista francese ha intanto causa contro Yves Saint Laurent. «È plagio», ha detto Louboutin. Concorrenza sleale, violazione del brand: i legali del designer si sono messi in moto. Louboutin aveva chiesto il risarcimento di un milione di dollari, la sospensione immediata della fabbricazione e della vendita degli accessori da lui contestati. Ma l´accorata denuncia che molte "fashion victim" hanno seguito con tifo da stadio, schierandosi da una parte o dall´altra, ha dato per ora un esito negativo. Secondo il giudice americano, infatti, la suola rossa non può avere un copyright. In sostanza, la notorietà non basta a fare di un colore un marchio, sostiene la corte newyorkese che ha dovuto pronunciarsi sulla curiosa disputa. Se il concorrente francese intende rivestire di cuoio rosso le suole dei suoi modelli nessuno potrà impedirglielo. L´accusa di plagio non sussiste. «Le suole rosse - hanno precisato i responsabili di Yves Saint-Laurent - sono un ornamento nel design di scarpe fin dai tempi di Luigi XIV». Il giudice gli ha dato ragione, ma ne ha fatto una questione di estetica. «Nell´industria della moda, il colore svolge funzioni ornamentali decisive per alimentare la competizione». I legali di Louboutin hanno tuttavia annunciato di voler proseguire nella battaglia legale. «La suola rossa esiste dal 1992 e permette di riconoscere immediatamente le creazioni di Louboutin in tutto il mondo» ha ribadito l´avvocato Harley Lewin, ricordando che l´ufficio di armonizzazione del mercato interno dell´Unione Europea aveva di recente riconosciuto a Louboutin il diritto di "depositare il marchio" di scarpe a tacco e suole rosse. Negli Usa, ha precisato, sono un brand registrato già dal 2008. Lo stilista francese non è nuovo a questo tipo di battaglie giuridiche. Avrebbe ingaggiato un investigatore privato per sorvegliare Dior, altro rivale accusato di voler copiare la suola scarlatta. Qualche mese fa la piccola maison, che è rimasta ancora artigianale e finora ha rifiutato ogni proposta di acquisto da parte di grandi gruppi del lusso, se l´era presa anche con un altro calzaturificio, il brasiliano Carmen Steffens. Anche in quel caso, la sua protesta era stata respinta con perdita. La scarpa rossa in tutte le sue variazioni, simbolo assoluto dei feticisti, forse non può diventare l´esclusiva di un solo uomo.