Lorenzo Soria, La Stampa 12/8/2011, 12 agosto 2011
Mr. Carrey, come è stato avere come co-interpreti dei pinguini? «Sono arrivati dall’Antartide via Montreal, probabilmente una qualche forma di nepotismo visto che sono canadese! I pinguini sono animali difficili da addestrare e a cui dare comandi, fondamentalmente non ti ascoltano e l’unica cosa a cui pensano sono i pesci
Mr. Carrey, come è stato avere come co-interpreti dei pinguini? «Sono arrivati dall’Antartide via Montreal, probabilmente una qualche forma di nepotismo visto che sono canadese! I pinguini sono animali difficili da addestrare e a cui dare comandi, fondamentalmente non ti ascoltano e l’unica cosa a cui pensano sono i pesci... così giravo con pesci nelle tasche e pesci nelle scarpe e un po’ ovunque. Ma anche se si sono concessi molte licenze artistiche, li abbiamo usati il più possibile, facendo molto poco ricorso alle immagini generate con i computer». E come sembravano passarsela in un ambiente a loro alieno come New York? «Eravamo circondati da addestratori di pinguini. E tutto sommato dovevano essere felici, perché continuavano ad accoppiarsi. Non posso dire se erano felici e dunque si accoppiavano o se erano felici perché si accoppiavano, ma è stata un gioia passare così tanto tempo in così singolare compagnia».