Mario Baudino, La Stampa 12/8/2011, 12 agosto 2011
Chi non ricorda l’incipit del romanzo che Snoopy, il simpatico bracchetto dei Peanuts, scrive senza sosta e senza mai fare un passo avanti? «Era un notte buia e tempestosa
Chi non ricorda l’incipit del romanzo che Snoopy, il simpatico bracchetto dei Peanuts, scrive senza sosta e senza mai fare un passo avanti? «Era un notte buia e tempestosa...». In realtà, com’è noto, si tratta di un incipit celebre. È quello di Paul Clifford , romanzo dello scrittore vittoriano Edward George Bulwer-Lytton. In Inghilterra esiste da anni un concorso letterario in suo onore, dove gli scrittori devono sfidare e superare declinandolo in varie categorie e generi romanzeschi l’ormai immortale frasetta, ma tenendo conto di tutto il periodo che segue, dove è descritta la pioggia che scende a catinelle salvo in occasionali momenti di sospensione, quando viene sostituita da violente raffiche di vento. Sarebbe come se in Italia ci si misurasse su «Fischia il vento, soffia (o infuria, o urla, secondo la versioni) la bufera». Con qualche rischio di politicamente corretto.