Umberto Rapetto, Sette 4/8/2011, 4 agosto 2011
WEB COMPLEANNO
La mattina del 6 agosto 1991 un fiocco, difficile dire se rosa o azzurro, sulla porta del Cern di Ginevra comunica la nascita del primo sito Web. L’evento epocale passa inosservato nonostante, dopo il Big Bang e la Rivoluzione industriale, ancor più del nucleare e dell’allunaggio del Lem dell’Apollo 11, sia destinato a contrassegnare il corso dell’evoluzione planetaria.
Indifferenza da parte del pubblico e persino un certo fastidio per gli addetti ai lavori, costretti a prendere atto che si stava per voltare quella pagina che Internet – nella sua elitaria forma nativa – nei precedenti vent’anni non era riuscita a girare. L’alba della globalizzazione della comunicazione trova tutti ancora addormentati e deve passare qualche anno perché il mondo possa prendere coscienza di quanto è accaduto e sta per accadere.
Tim Berners-Lee si affianca a Leonardo da Vinci: la sua visione dell’orizzonte tecnologico trova tutti impreparati e incapaci di immaginare quel che ne sarebbe potuto venir fuori. Il concepimento della sua idea di una sorta di ragnatela (web, in inglese) in grado di avvolgere l’universo e dare a chiunque la possibilità di comunicare, informarsi/informare, interagire avviene il 13 marzo 1989, quando consegna il documento “Information Management: A Proposal” al suo supervisor Mike Sendall. È quella – almeno per i puristi – la data del “miracolo”. E siccome la Rete è la culla della democrazia digitale, è consentito a qualcun altro di festeggiare il ventennale in questione il prossimo 30 aprile 2013, facendo riferimento alla fatidica data in cui il Centro di Ricerca ginevrino ha svelato pubblicamente la ricetta del “www”. In ogni caso, qualunque sia il calendario preso a riferimento, il web merita di essere celebrato: la sua facilità di utilizzo ha sconfitto la ritrosia dei meno esperti di cimentarsi con demoniaci apparati elettronici, la possibilità di concatenare documenti eterogenei ha permesso di aprire la strada della conoscenza universale, la libertà di espressione e la disponibilità di spazi gratuiti ha consentito a tutti di pubblicare e diffondere opinioni e contenuti.
Mentre ferve il Web 2.0 e si intravede quello 3.0, a far gli auguri di buon compleanno ci vorrebbe quella bionda – immortale come la Rete – il cui pigiama erano alcune gocce di un profumo numero 5: le note del suo presidenziale “Happy Birthday” sarebbero d’obbligo per lo strumento che ha cambiato il mondo e il modo di viverlo.