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 2011  agosto 08 Lunedì calendario

COME LUCCICA QUEL BANCOMAT

Dalle crisi finanziarie, dal Grande crack di Wall Street del ’29 alla caduta di Lehman Brothers nel 2008 fino agli attuali timori di un double dip (doppia recessione) c’è solo una certezza, a sentire gli esperti: l’oro è il bene rifugio per eccellenza. In questa pazza estate finanziaria - dove dall’Europa a Wall Street è in scena una (non la prima della storia) tempesta perfetta d’agosto - gli investitori stanno attraccando nuovamente sul rifugio oro. Con quotazioni alle stelle. L’offerta è aperta anche ai piccoli risparmiatori che da pochi mesi hanno anche un’opportunità in più, alternativa al canale di vendita bancario, per acquistare oro fisico e metterlo sotto il mattone. Dal 14 luglio è stato inaugurato a Linate - ma è difatti operativo dal 29 luglio - un bancomat che distribuisce in pochi secondi, al pari di un Atm per prelevare contanti, lingotti d’oro e monete. Si tratta del 20esimo "bancomat dell’oro" che fa capo alla società tedesca "Gold to Go" che circa un annetto fa ha avuto l’idea e nel frattempo ha collocato distributori d’oro anche a Dubai, Las Vegas e Londra. La stessa società - in partnership con la Se6 di Bergamo - ha inaugurato lo scorso settembre il primo Atm dell’oro italiano all’aeroporto di Orio al Serio. Distributore che però sarà riallocato - ma non è stata ancora decisa l’area - da settembre. Difatti, quindi, al momento si punta su Linate, esattamente al Gate 19, quello dei voli Milano-Roma.

Ma cosa si può prelevare? Ci sono sette lingotti di oro puro (99,9%), che vanno da 1 a 50 grammi, e tre monete. «La più gettonata in questo momento è l’aquila americana da un’oncia - spiega Patrizio Locatelli della Se6». Ma quanto costano? «I prezzi al consumatore sono ricalcolati ogni 10 minuti sulla base dell’aggiornamento delle quotazioni dell’oro al fixing di Londra». Un lingotto da un grammo venerdì, mentre l’oro quotava 37-38 euro al grammo, costava 61 euro. Il divario tra il prezzo spot dell’oro e quello di vendita al dettaglio del prodotto lavorato si assottiglia se si acquista una quantità maggiore. Ma sui piccoli tagli (un grammo) è eccessivo, a tal punto che più di un investimento viene considerato un regalo. «Dai 20 grammi in poi la differenza è vicina al 5% - conclude Locatelli». Venerdì quando 50 grammi costavano al fixing di Londra 1.875 euro al bancomat dell’oro li si poteva comprare a 2012 euro, il 7% in più.