Maria Luisa Agnese, Corriere della Sera 10/08/2011, 10 agosto 2011
LE ESTATI DELL’AVVOCATO CANTANDO VOLARE CON JACKIE - E
adesso quello che tutti sulla costiera amalfitana chiamavano il segreto di Pulcinella è (quasi) ufficialmente confermato. La breve stagione amorosa fra l’avvocato Gianni Agnelli, maschio alfa sempre in caccia, e Jacqueline Kennedy, first lady risentita e molto tradita dal presidente John, consumata nell’estate 1962 fra Capri, Positano, Ravello e il mare che le bagna, trova inaspettata e autorevole conferma: lo avrebbe rivelato la stessa Jacqueline in oltre sette ore di intervista con Arthur Schlesinger Jr., storico e consigliere di famiglia, che saranno trasmesse a settembre dalla Abc, per volere della figlia Caroline. In mezzo a rivelazioni di più grosso momento, per esempio l’accusa al vicepresidente Lyndon Johnson di aver complottato per la morte del marito (altra faccenda che molti, come i positanesi, avevano sempre sospettato), Jackie rivela a Schlesinger e al mondo di sue due piccole ripicche, due flirt, con William Holden e, appunto, con Gianni Agnelli.
E quanto quell’estate trascorsa sulla costiera fosse stata per lei magica e libera non lo raccontano solo le foto in cui appare perlopiù in sandali, pantaloni Capri e sguardo sognante, ma anche il libro della sorella Lee Radzwill, Happy Times, brevi racconti alternati a foto private: avevano affittato villa Episcopio a Ravello, di giorno scorazzavano su una giardinetta foderata di vimini con tendalino messa a disposizione dall’Avvocato e mangiavano i ricci seguendo i consigli di «papà D’Urso», genitore di Mario. Verso sera poi passava a prenderle l’Agneta, che si annunciava con le grandi vele scure, e andavano con Gianni e la moglie Marella a cena a Capri; tornavano cantando tutti insieme Volare, «una canzone incredibilmente popolare a quei tempi». Qualche volta andavano a ballare all’Africana, romantica «rotonda sul mare» ricavata nella roccia a Praiano, dove Jackie ballava scalza. Le donne del luogo la chiamavano familiarmente Jacchelì, lei firmava autografi a tutti i carabinieri della scorta, di cui era diventata quasi amica.
L’Avvocato quell’anno tradì la Costa azzurra, che ormai preferiva a quella di Capri tanto frequentata da bambino e da ragazzo, complice l’amore fra la madre Virginia e Curzio Malaparte: «Andavo a Capri quando le contesse facevano le puttane. Ora che le puttane fanno le contesse non mi diverte più».
E proprio a Capri alla fine degli anni Quaranta era approdato con Pamela Harriman, divorziata Churchill, rossa determinata e intelligente, conosciuta in Costa azzurra in casa del principe playboy Ali Khan e subito invitata sulla barca con promessa di far rotta nell’isola dell’amore, dove aveva in programma di andare con l’amico aristocratico Raimondo Lanza. Partirono, ma durante una rocambolesca traversata un bicchiere cadde in testa alla povera Pamela che dolorante e sanguinante dovette essere accompagnata con discrezione a Torino dove un chirurgo plastico sistemò la ferita. E finalmente veleggiarono per Capri dove furono ospiti del conte Rudy Crespi, stravagante ante litteram che aveva l’abitudine di girare per casa nudo. Per niente sconvolta Pamela lo copiò e conquistò Gianni Agnelli, di cui poi fu a lungo compagna (quasi) ufficiale, anfitriona e infine, dopo il matrimonio di lui con Marella Caracciolo nel 1953, amica.
Ma le estati «dell’uomo più irrequieto del mondo» secondo la definizione dell’amico tycoon televisivo Bill Paley, ripresero come prima, movimentate e discrete. Sempre inseguito dai paparazzi di lusso, spesso immortalato, quasi mai pubblicato: anche se forse si sarebbe divertito parecchio a vedersi sulle Novelle 2000 del tempo, molto discretamente metteva in campo amici fidati per fare in modo che non avvenisse. Nonostante la fama di conquistatore, agli occhi degli italiani avrebbe potuto sembrare l’uomo più morigerato del mondo. Ancora oggi non sono molte le paparazzate che via via, caduto il tabù, hanno cominciato a comparire: una immagine con Anita Ekberg, un’altra con Monica Guerritore, una di Umberto Pizzi con Rosanna Podestà davanti al ristorante Passetto, una foto di lui che a Saint-Tropez entra in acqua in jeans, e ricercate espadrillas in mano, per inseguire una bionda bellezza in bikini bianco, fino al famoso scatto di lui nudo che si butta dalla barca, pubblicata per primo da un giornale spagnolo e solo dopo in Italia.
Dentro le regole e fuori dalle regole, goloso della bellezza ma anche dell’intelligenza, visto che riesce a guardare con cupido interesse persino la superpettegola Elsa Maxwell. Il fotografo di Paris Match Benno Graziani, che l’ha immortalato in barca nel 1967 con una strepitosa Heidi von Salvisberg, ricorda: «Arrivava a Beaulieu in elicottero dal suo ufficio di Torino, girava in mare per due ore, e ripartiva». Per la sua curiosa impazienza la barca era il quartier generale migliore, eletto a terreno di caccia estivo insieme all’amico Dino Fabbri. «Una volta ero sulla barca di Dino» racconta l’editore Giuseppe Ciarrapico «e ho visto arrivare in elicottero l’Avvocato con il cognato Carlo Caracciolo: a una ventina di metri, forse meno, si sono buttati a candela. Ma dopo loro raccontavano che i metri erano trenta, forse di più».
Maria Luisa Agnese