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 2011  agosto 09 Martedì calendario

AVEVA RACCOLTO QUEI TESORI PER LA FALLITA CASA DELLE ATTRICI

Vista oggi, la creazione della Casa Biblioteca per le Attrici porta chiarissimi i presagi del fallimento. Nel 1914, invece, sembrò un meraviglioso gesto rivoluzionario. Eleonora Duse vi spese tutta la sua proverbiale passione. Agì sull’esempio anglosassone, sulla spinta del nascente femminismo e sull’ammirazione che le portavano le donne. Cominciò a lavorare al progetto nel 1913, a Firenze. Chiamò accanto a sé le scrittrici Matilde Serao e Ada Negri, la presidentessa del Comitato nazionale delle Donne Italiane Gabriella Spalletti Rasponi, un nucleo battagliero di intellettuali progressiste. Intendeva creare un luogo in cui le giovani attrici, oltre a trovare accoglienza, potessero anche studiare. In quegli anni di tumultuosi mutamenti, la Duse era convinta che anche l’attore dovesse cambiare mentalità. Lei stessa diceva che non avrebbe potuto resistere alle durezze della vita errabonda senza la lettura. Sosteneva che se l’attore si limitava a ripetere ciò che aveva imparato a memoria, il suo cervello non lavorava più. Ecco perché c’erano tanti attori «stupidi», ossia grossolani, effettistici, tromboni.

Il 27 maggio 1914 la Casa Biblioteca nacque ufficialmente al numero 14 di via Pietralata. La Duse spedì molti inviti, sulla faccia sinistra del pieghevole disegnò di suo pugno una schematica mappa della Nomentana con il quadrato nero della meta che in pochi avrebbero saputo rintracciare. Raccolse consensi e qualche ostilità (clamorosa quella di Emma Gramatica). Ma poi, più dell’entusiasmo poté la Storia. Scoppiò la guerra e mancarono i soldi, il sogno di creare un’attrice nuova naufragò nelle casse vuote.