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 2011  agosto 09 Martedì calendario

I SALVATAGGI, IL RATING FRANCESE E IL FUCILE DEI MERCATI PUNTATO DAVANTI AL NASO DELLA BCE - E’

stata la revoca della tripla A agli Usa da parte di S&P a spingere la Bce ad agire? No, ma può darsi che la paura di una reazione convulsa dei mercati alla notizia del declassamento abbia spinto la banca centrale a riprendere il suo programma di acquisto dei bond.

La Bce avrebbe preferito che fossero i governi dell’eurozona a intervenire. Questi, tuttavia, non possono farlo finché il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (Efsf) non sarà autorizzato ad acquistare il debito sovrano sui mercati secondari - un processo che richiederà vari mesi. Di fronte all’impennata dei rendimenti dei titoli di stato italiani e spagnoli - e data l’assenza per ferie della maggior parte dei politici europei - la Bce è corsa in aiuto. La misura esatta di questa azione di soccorso non è ancora chiara. Ma qualunque risultato apprezzabile richiederà un forte dispendio di risorse: quest’anno l’Italia dovrà emettere da sola titoli di stato per circa 100 miliardi di euro. Allo stesso tempo, la Bce è esposta ad altri rischi. Uno dei timori è che il suo intervento alleggerisca la pressione sull’Italia e sul suo impegno a varare le necessarie misure di riduzione del deficit. Anche l’espansione dell’Efsf potrebbe andare in fumo se uno dei paesi dell’eurozona non la approvasse. Infine, è possibile che lo stesso meccanismo dell’Efsf non sia adeguato. Sono già in programma alcune riforme al fondo di salvataggio finalizzate ad aumentare la sua capacità di credito a 440 miliardi di euro. Questa somma sarebbe sufficiente per finanziare le attuali misure di salvataggio a favore di Grecia, Portogallo e Irlanda, per ricapitalizzare le banche spagnole e per acquistare tutti i bond che Spagna e Italia prevedono di emettere quest’anno. Non sarebbe sufficiente, tuttavia, per sostenere un vero e proprio salvataggio dell’Italia. Occorre inoltre considerare che la capacità dell’Efsf di ottenere denaro in prestito dipende dalle garanzie fornite dai membri dell’eurozona - in particolare dai paesi con rating di credito tripla A. E l’appartenenza della Francia al club degli stati con tripla A appare sempre più incerta.

Per approfondimenti: http://www.breakingviews.com/ (Traduzioni a cura del Gruppo Logos)