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 2011  agosto 09 Martedì calendario

“L’INFORMAZIONE VA IN VACANZA MA LE NOTIZIE NO” - È

in vacanza in Sardegna, ma solo per tre giorni. E il telefono continua a squillare: la crisi insegue tra le rocce sassaresi il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer.
Però è colpa sua: è l’unica a tenere aperto per ferie l’approfondimento serale.
È una scelta che portiamo avanti ormai da qualche anno, sinceramente mi pare improponibile chiudere gli spazi informativi per tutta l’estate.
Chi comanda in tivù non la pensa così: Rai, Media-set e La7 hanno organizzato il deserto per tre mesi.
Parlo per me, non posso fare altro. Abbiamo deciso di tenere aperto Linea Notte tutte le sere: quei quaratacinque minuti per spiegare con parole semplici tutto quello che è successo in giornata secondo me possono essere utili.
Oltretutto le notizie non mancano in questo periodo.
Infatti ogni sera cerco di rubare quei dieci minuti in più, qualcosa che mi permetta di allungare un po’ il racconto.
Non le piacerebbe fare uno speciale sulla crisi?
Se me lo chiedono io sono qua, disponibilissima. Non è ancora successo.
Il direttore uscente, Paolo Ruffini, ha avuto un po’ da fare ultimamente.
Sarà per quello, e certo non è facile organizzare una produzione al volo. Ma con i referendum l’abbiamo fatto: ricordo un lunedì sera deciso al volo con Ruffini. Spostammo anche il programma di Mario Calabresi, Hotel Patria, pur di andare in onda.
Ruffini starà già pensando alla sua prossima missione, a La7.
Mi auguro arrivi al suo posto uno bravo come lui. Il telegiornale fa parte di un sistema complesso, tutto deve funzionare per avere un buon risultato.
Ci sta facendo un pensierino? Dal Tg3 a Rai3?
No grazie, a me piace fare ogni giorno il tigì. Non mi muovo. Ho già tanto da fare, specie in questi giorni.
Tutti vogliono venire a dire la loro su come salvare l’Italia?
Al contrario, il problema è che stanno tutti in vacanza. È dura mettere insieme un parterre ogni sera.
Forse è troppo cattiva? La temono?
Ma no, davvero. Sono tutti in giro, telefoni staccati, segreterie intasate.
I politici non danno segni di vita?
Sì. Ma pure gli esperti, gli economisti: non si trova nessuno.
E l’invito a fare tutti di più in un momento tanto particolare?
Mah, va un po’ così, è verità che vedo ogni giorno.
Quindi lei si sente come l’ultima giapponese nella foresta.
Segnalo la presenza di alcuni colleghi su La7, cioè Costamagna e Telese. Però è vero che davanti a questa emergenza è strano non ci sia stata una minima reazione delle reti televisive.
Scaramanzia? Ottimismo?
Non saprei, di certo è la prova provata della necessità di inserire nei palinsesti estivi uno spazio per l’informazione. Nessuno di noi aveva previsto gli eventi di questi giorni, ma è da metà luglio che la situazione si è surriscaldata. A quest’ora qualcosa poteva muoversi. Ho letto che forse Tv7, il magazine del Tg1, farà uno speciale.
Venerdì scorso il programma era in onda: per parlare dei rifiuti riciclati a Belluno e di siccità in Kenia.
Ripeto: quello che sta succedendo tra Europa e Stati Uniti incide pesantemente sulla nostra vita. Oggi, e soprattutto domani. Credo che alla gente interessi ragionare sulle conseguenze concrete di questo terremoto finanziario.
Giovedì riaprono perfino le Camere, Tremonti sarà in aula a dare importanti indicazioni sulla manovra correttiva. Contenta?
Io ci sono, speriamo torni qualcun’altro.
Se dovesse cambiare qualcosa, se si parlasse davvero di governo tecnico o nuove elezioni, forse tutto il torpore sparirebbe all’improvviso.
Chi lo sa cosa sta per succedere, al momento è davvero impossibile imaginarlo. Navighiamo a vista.
Che si vede dalla tolda Rai? Dopo un anno di polemiche e addii pesanti, settembre porterà cambiamenti?
Speriamo, sono un’azienda-lista convinta e conto sempre sulle capacità reattive della Rai. Ma resto al mio posto. Faccio ancora un giorno di mare con mia figlia, poi torno in studio.