Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore 9/8/2011, 9 agosto 2011
COSTI DELLA POLITICA RECORD: 500MILA A LIBROPAGA
Non è omologato, ma merita il Guinness: Tortolì è il paese più "politicizzato" d’Europa (almeno). Tra Provincia e Comune, il piccolo centro (10.850 abitanti) sulla costa orientale della Sardegna ospita 53 fra consiglieri e assessori, cioè un politico ogni 204 residenti (senza contare i due consiglieri regionali espressi dal territorio). Se a Londra volessero essere seguiti con altrettanta attenzione, dovrebbero arruolare 37.043 amministratori locali.
Che la politica italiana sia troppa e troppo cara, è un male noto, in parte non quantificabile perché oltre agli oneri diretti (stipendi, indennità e vitalizi) il gigantismo produce duplicazioni e scarsa efficienza. A colpire, soprattutto con gli occhi della crisi che intensifica l’emergenza e l’esigenza di mettere ordine, è la timidezza degli interventi che si sono succeduti, e che hanno lasciato quasi immutato un problema da anni in cima all’agenda dei programmi "ufficiali" dei partiti.
Governo e Parlamento
L’unico organo davvero snellito rispetto alle vette raggiunte pochi anni fa è il Governo, che conta 62 membri contro le 102 caselle messe in fila dal Prodi-bis alla sua massima espansione. Quando si guarda al Parlamento, invece, a dominare sono gli annunci. L’ultimo è il Ddl Calderoli che imbocca la via lunga della riforma costituzionale per portare a 500 il numero dei parlamentari, ma non è il primo tentativo.
Devolution a parte, bocciata per referendum, già nel dicembre 2009 lo stesso Calderoli annunciò di aver presentato al premier una proposta per sfoltire Camera e Senato (con un taglio del 30%; si veda Il Sole 24 Ore dell’11 dicembre 2009), ma non se ne fece nulla. Nel frattempo, il Parlamento italiano continua a primeggiare per dimensioni nell’Europa continentale, e per costi nel mondo occidentale. Lo dimostra, da ultimo, un’analisi dell’Istituto Bruno Leoni, che offre confronti impietosi: in proporzione agli abitanti, abbiamo l’86% in più di parlamentari rispetto alla Germania (che non sembra penare per carenza di guida politica), e anche dove le dimensioni sono simili, come in Francia, il conto finale presentato ai cittadini è la metà di quello italiano. Anche il Regno Unito, apparentemente pletorico nelle sue due Camere (1.439 membri) se la cava facendo spendere ai propri cittadini il 40% del costo sopportato da ogni italiano.
Regioni ed enti locali
Scendendo nella scala dei livelli di governo, l’intensità dei proclami sull’esigenza di razionalizzazione si infittisce, i risultati effettivi paiono invece meno apprezzabili. La polemica estiva quest’anno ha regalato anche proposte di accorpamento di Regioni, finora con poco seguito; nel frattempo indennità parametrate al Parlamento e vitalizi ancor più generosi rispetto a quelli destinati a chi lascia Camera e Senato continuano a riguardare 1.110 consiglieri (le forze della politica regionale contano poi anche 127 assessori esterni, cioè non consiglieri). I tentativi di razionalizzazione delle Province, come l’addio a quelle più piccole tentato l’anno scorso, si sono infranti contro il «non possumus» (in particolare leghista), e i record come quello descritto all’inizio finora sono rimasti al sicuro. L’unico intervento finora arrivato in «Gazzetta Ufficiale» è la riduzione del 20% di consiglieri e assessori negli enti locali, slittato però di un anno rispetto al calendario originario. Quando arriverà a regime, nel 2015, porterà a quota 466mila il numero di persone che nel nostro Paese vivono intorno alla politica. Basteranno?