Milena Vercellino, Corriere della Sera 09/08/2011, 9 agosto 2011
CORSA ALL’ORO, QUELLO DI CARTA E’ SALITO DEL 6%
In fuga dalle turbolenze dei mercati azionari e dalla debolezza dei titoli di stato, gli investitori fanno rotta verso uno dei pochi porti rimasti sicuri nella tempesta della crisi. Il bene rifugio per eccellenza, l’oro, sta vivendo in questi mesi un nuovo Rinascimento: la crisi del debito che ha travolto mezzo Occidente, la debolezza del dollaro e l’inflazione che sta spingendo le valute dei paesi emergenti danno benzina all’impennata delle quotazioni del metallo prezioso. E l’apprezzamento dell’oro ha portato con sé l’aumento dei prodotti finanziari che su di esso si appoggiano, ricalcandone l’andamento.
Ieri una nuova accelerata delle quotazioni, dopo lo spauracchio sventolato venerdì da Standard & Poor’s di una crisi Usa ancora più profonda. Mentre i mercati azionari, il petrolio e il dollaro perdevano terreno, ignorando le dichiarazioni d’impegno del G7 e della Bce nel placare gli scossoni al ribasso dei mercati finanziari, l’oro ha raggiunto la quota record di 1.715,01 dollari l’oncia (+23,5% su anno). I prezzi in euro hanno infilato il quarto rialzo record in cinque giorni a quota 1.199,89 euro l’oncia, un apprezzamento del 12% nell’ultimo mese. Complessivamente, nel 2011 i prezzi sono aumentati di oltre il 20%, inanellando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. E secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission, gli investitori hanno acquistato più di 18 milioni di once d’oro nell’ultimo mese, contro le 8,4 dell’anno comprate fino a inizio luglio.
Così, mentre le banche centrali hanno ricominciato a espandere le proprie riserve di metallo prezioso, gli investitori si muovono nella tempesta dei mercati tentando di emulare John Paulson, il finanziere multimiliardario che ha fatto fortuna puntando sui lingotti.
E proprio Paulson è il maggiore investitore del fondo SPDR Gold Trust, il maggiore Etf basato sull’oro. Solo nel mese di luglio, i fondi Etf che investono in oro hanno raccolto dal mercato 3,5 miliardi di dollari; le entrate nette dell’SPDR Gold Trust, gestito da State Street, sono aumentate di 2,9 miliardi, su 65 miliardi totali. Il fondo di Black Rock iShares Gold Trust ha invece raccolto 632 milioni su 8 miliardi totali. Alla scorsa settimana, l’Etf SPDR Gold aveva guadagnato oltre l’11% da inizio luglio, mentre l’indice Standard & Poor’s 500 perdeva nello stesso periodo oltre il 6%. Nell’ultima settimana, la forbice si è ampliata, con l’Etf SPDR Gold che ha totalizzato un aumento di circa 6 punti percentuali, mentre l’indice Standard & Poor’s 500 ha perso nello stesso periodo circa il 13%.
Il trend va avanti da tempo: sull’anno, l’Etf sull’oro ha guadagnato oltre il 40 per cento a fronte di un S&P 500 appiattitosi ieri sui livelli di un anno fa. E mentre gli investimenti in oro mantengono il contorni del buy and hold, Jp Morgan scommette su un percorso di crescita ulteriore: ieri la società finanziaria ha rivisto le proprie stime sul prezzo dell’oro a quota 2.500 dollari l’oncia entro la fine dell’anno, contro i 1.800 della previsione precedente. A dare un’ulteriore spinta ai prezzi dovrebbe essere l’India, il primo mercato al mondo per il metallo prezioso: è infatti alle porte la stagione dei matrimoni e dei festival, che tradizionalmente vede un aumento delle vendite di oro al dettaglio.
Milena Vercellino