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 2011  agosto 06 Sabato calendario

LA VESPA ASIATICA CHE STERMINA LE API

Un nuovo e grave pericolo incombe sulle nostre api. Si tratta di una grossa vespa predatrice che, dal sud ovest della Francia, sta in questi anni espandendo i propri territori di conquista, con un fronte di avanzamento in ogni direzione di 100 km all’ anno. Al di fuori della Francia è stata finora segnalata solo in Spagna, ma gli specialisti ritengono che sia solo una questione di tempo e che il rischio di una sua acclimatazione in tutto il Mediterraneo purtroppo sia alto. La vespa ( Vespa velutina ) è entrata in Francia nel 2004, quando un importatore di bonsai di Tonneins (Lot-et-Garens) inconsapevolmente fece arrivare da Shangai, insieme con una partita di vasi, anche alcune di queste vespe che in essi stavano svernando. Questi imenotteri asiatici, della dimensione di un nostro calabrone, non sono particolarmente aggressivi nei riguardi dell’ uomo, anche se in Francia hanno già fatto una vittima, ma hanno invece trovato nelle nostre api domestiche ( Apis mellifera ) delle prede particolarmente allettanti e facili da catturare. D’ altro canto, ciò che stanno sperimentando queste vespe esotiche che stanno conquistando un ambiente per loro totalmente nuovo, è ciò che di norma avviene quando un organismo alieno penetra all’ interno di una biodiversità che non lo contempla. E cioè trova tutto facile. Ciò perché, se prendiamo come esempio il caso della vespa predatrice asiatica, le nostre api, non avendola mai incontrata prima, non hanno evoluto una strategia anti-predatoria nei suoi confronti. Sono cioè totalmente impreparate a confrontarsi con lei. Se infatti una vespa orientale intercetta una di loro in volo, la blocca e la trascina sul ramo d’ un albero e qui la uccide, la fa a pezzi e poi si dedica a divorarne il torace (la parte più appetita) oppure lo porta al suo nido dove l’ attende affamata la sua progenie. La carneficina di api messa in atto dalle vespe asiatiche sta già facendo seri danni in certe zone della Francia, perché la soppressione di molte operaie mette in crisi le regine, sia per mancanza di nutrimento che di acqua. Ecco invece cosa succede quando le vespe asiatiche si trovano a vivere nell’ ambiente a cui sono evolutivamente adattate, e cioè in Cina, India, Indocina e Giava. Le api domestiche sono qui rappresentate da Apis cerana , una forma analoga alla nostra, ma che però fa parte della biodiversità cui appartiene Vespa velutina . Ape che perciò ha potuto «coevolvere» col suo predatore naturale. Il che significa aver potuto mettere a punto una strategia anti-predatoria ad hoc. E si tratta di una strategia di tipo collaborativo, come è lecito attendersi trattandosi appunto di insetti dalla socialità elevatissima. Ecco allora che succede quando un drappello di Apis cerana intercetta una Vespa velutina . Tutte insieme si buttano sulla vespa, le formano intorno una sorta di gomitolo, cosicché la predatrice è praticamente seppellita dalle api, e questa sorta di gomitolo ronzante produce, grazie al calore congiunto dei metabolismi di tutte le api, un tale calore da fare morire la predatrice. La strategia viene significativamente definita «palla di fuoco». Ora, è evidente che le povere api nostrane non avranno mai il tempo per evolvere una controstrategia di tal livello per questa vespa esotica che non fa parte della nostra locale biodiversità. Proprio perciò, iniziando l’ articolo, ho parlato di un pericolo grave. D’ altronde il grande valore che si tende ad attribuire alla biodiversità, e gli sforzi che si fanno per proteggerla, trovano proprio in questo caso dell’ invasione delle vespe asiatiche un’ eccellente esemplificazione.
Danilo Mainardi