Federico Taddia, La Stampa 7/08/2011, 7 agosto 2011
«È UN MOMENTO DI ASSOLUTA VERITÀ SENZA STRATEGIE E SENZA FILTRI»
Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta infantile, è autore del libro «E ora basta! I consigli e le regole per affrontare le sfide e i rischi dell’adolescenza» (Kowalski).
Le parole di Vasco che impatto hanno sui giovani?
«Si tratta di una testimonianza dirompente: lui, considerato un maestro di vita, urla che in verità non ha nulla da insegnare. Il cuore del problema è questo: perché ha bisogno della chimica per stare in piedi? Per gli adolescenti può davvero essere un’occasione per porsi domande e riflettere su quanto ci sia di vero nei modelli che vengono loro proposti».
È una resa?
«Assolutamente no. La consapevolezza di essere dipendente dai farmaci, rompendo definitivamente l’immagine che si dava di sé, vuol dire prendere le distanze dal personaggio e ritrovare la persona. Non è più tempo di fare la rockstar, e tempo di fare se stessi: la prospettiva del percorso che ha davanti è quella di una felicità nuova, che non ha ancora trovato. E neppure cantato».
Perché affidare a Facebook una confessione così?
«È stato un coming out potentissimo, contro la sua storia e il suo ruolo: non è da escludere che questa consapevolezza l’abbia raggiunta lui ma non il suo entourage. E Facebook può avergli offerto la possibilità di parlare direttamente al suo pubblico, nel cuore della notte, senza filtri e senza strategie».