Andrea Scanzi, La Stampa 7/08/2011, 7 agosto 2011
VILLAGGIO: “PENSARE CHE A ME SEMBRAVA UN ALLEGRONE”
Mi spiace deluderla, ma non sono mai stato depresso. Quello era Gassman. Però, se accadrà, sarà mia premura informarla prontamente». Nella sua casa romana, Paolo Villaggio scherza sulle voci che lo hanno dato (in passato) depresso: «Me ne sono interessato, ma non ho mai avuto la tentazione».
Perché la chiama «tentazione»?
«E’ un po’ come la follia. I malati di mente sono spesso tentati di usarla come rifugio per essere accettati. La depressione è uno scudo molto temibile».
Che ha colpito anche Vasco Rossi.
«Me lo dice lei adesso. Non ho letto le ultime notizie, ero rimasto al suo ricovero per una costola incrinata. In effetti non è che stai quasi un mese in ospedale per una costola».
Lei lo conosce personalmente?
«No, ma lo ritengo un uomo eccezionale. Mi piace molto. L’ho sempre visto come un allegrone, uno con la faccia serena. Un tipo molto forte».
E invece.
«La depressione colpisce soprattutto donne e anziani. Una donna soffre quando perde la bellezza, quando i figli crescono e se ne vanno, quando deve rinunciare alla sua sessualità. Gli anziani soffrono quando sentono che nel 2040 ci sarà il Ponte sullo Stretto e un attimo dopo si rendono conto che loro non lo vedranno. E poi c’è la diminuzione del successo, che non accetti: Gassman, Fellini, Mastroianni».
Vasco è ancora amatissimo.
«Infatti la sua depressione, vista da qui, è del tutto immotivata. Non la capisco. Ci vorrebbe la Levi Montalcini, soltanto lei potrebbe spiegare i motivi fisici delle variazioni chimiche cerebrali».
La depressione colpisce di più i vip?
«No, siamo noi che ne parliamo maggiormente. Il famoso fa notizia e scatta un accanimento un po’ sadico. Come quando si infierisce sulla bella donna che si è rifatta il seno. L’uomo “normale” gode perché anche quelli famosi soffrono. Alcuni sorrideranno nell’appurare che perfino Vasco si è rivelato inadeguato all’infelicità».