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 2011  agosto 08 Lunedì calendario

FRANCOFORTE, POTENZA DI FUOCO DA 400 MILIARDI - MILANO

Eccola, la Grande Berta della Bce, fuoco amico per sostenere le trincee italiane e spagnole che dopo un mese di attacchi stanno per cedere. La Banca centrale europea ha deciso di stampare moneta – nelle prime ipotesi, tra 230 e 400 miliardi di euro – e intervenire sui mercati acquistando Btp e Bonos, i loro corrispondenti spagnoli. La cifra è consistente, se rapportata ai 70 miliardi a marzo messi a disposizione, in un altro Securities market program, per migliorare la liquidità e il prezzo delle emissioni di Grecia, Irlanda e Portogallo. Gli stessi acquisti che il presidente uscente Jean-Claude Trichet aveva detto ripresi giorni fa, ma non su Italia e Spagna, con l´effetto di scatenare vendite paniche sui due più grandi e pericolanti debiti pubblici d´Europa.
I nuovi acquisti, per un principio di autonomia della banca centrale dai governi, avverranno sul mercato secondario. Quindi direttamente sui listini, non nelle aste di titoli pubblici indette dal Tesoro. Si comincerà forse anche stamattina, a contrastare la speculazione venditrice che finora ha avuto campo libero, e portato rendimento di Btp e Bonos a ridosso del 7%, soglia che molti osservatori ritengono di non ritorno verso il default di un paese. Venerdì il tasso differenziale tra Btp e Bund tedeschi è salito a 375 punti base, superando di poco quello della Spagna.
Contro i miliardi dell´Eurotower sarà più difficile che le Cassandre vincano. E anche sul mercato primario (le aste di emissione dei nuovi titoli) rendimenti e spread dovranno adeguarsi. Anche perché lì faranno la loro parte le banche, grandi compratrici e coadiuvate dalla stessa Bce, che settimana scorsa ha annunciato il ritorno al finanziamento illimitato agli istituti in cambio di titoli collaterali. Le banche depositano allo sportello Bce titoli di buona o meno buona qualità, non importa il rating, e ottengono denaro al tasso dell´1,5%. Con questo possono comprare titoli di stato, sostenere il paese e lucrare sulla differenza. Nel 2010, Francoforte ha prestato 2mila miliardi di euro alle banche Eurosistema, in cambio di collaterali. Proprio dopodomani via XX settembre terrà un asta per 6,5 miliardi di Bot, mentre a settembre sono in agenda 4 aste per circa 65 miliardi, e ne restano un centinaio per completare il programma di finanziamento 2011 (mancano invece 80 miliardi a Madrid).
Per finanziare gli acquisti di Btp e Bonos sul mercato secondario la Bce userà le proprie riserve o le stamperà, in un´operazione che però non crea nuova base monetaria, perché in un tempo non lungo l´istituto dovrebbe, per pari importi, vendere altri titoli o ridurre finanziamenti. Operazioni a costo zero dunque, che anzi potrebbero rivelarsi un buon affare, se tutto filerà liscio, perché il rendimento (alto) dei titoli comprati oggi supera il rendimento (inferiore) di quelli venduti. Da settembre, invece, entrerà in azione il Fondo Efsf, finanziato dagli stati membri dell´Unione europea dopo la crisi del 2008 e dotato di 440 miliardi. Il fondo necessita di consenso politico però, mentre, almeno nella forma e nella teoria, la Bce muove da sé.