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 2011  agosto 07 Domenica calendario

L’uomo col vizio di fare il pavone invecchia prima – Ce lo racconta un rapporto dell’ Ecology Letters, rivista di scienza

L’uomo col vizio di fare il pavone invecchia prima – Ce lo racconta un rapporto dell’ Ecology Letters, rivista di scienza. Parla di una creatu­ra che popola il Nord Africa, la cui specialità è sfoggiare, con gli esemplari dell’altro ses­so, tutto il suo sex appeal: a partire da una fi­gura fisica sinuosa, spumeggiante e intessu­ta di colori. Si chiama «otarda ubara», la specie più va­nitosa del Nord Africa. Una specie più vani­tosa del pavone, che indugia nell’ostentazio­ne del proprio piumaggio ogniqualvolta si trova al cospetto di una «pulzella». Sì perché la pratica peccaminosa è prerogativa della categoria maschile. Ma una controindicazione che sembra impartita dal cielo, da una misteriosa entità metafisica, da un piccola forma di provvi­denza ornitologica che veglia sulle sorti del­le povere «femmine ubara», stabilisce che gli esemplari più vanitosi (quelli che più a lungo si cimentano in questa pratica di cor­teggiamento), sono proprio i primi a invec­chiare. I primi anzitutto a perdere la fertilità; poi, i primi a «lasciarci le penne» nel vero senso dell’espressione. «È solo un uccello esotico» obietterà a gran voce l’emisfero maschile della specie umana. Invece mai sottovalutare i volatili. E mai dimenticare che gli amici pennuti ci as­somigliano più di quello che pensiamo, so­prattutto nelle vicende sessuali. Una prova? Il«diamante mandarino»(altra specie d’uc­cello il cui nome sembra tutto un program­ma) è stato protagonista recente di una sco­perta sulla trasmissione-eredità di un gene prima sconosciuto: il gene del tradimento sessuale. 1554 esemplari di questa specie so­no stati studiati per un esperimento, poi pubblicato dalla rivista Pnas. Separate dai genitori- per escludere che qualunque com­por­tamento dei figli dipendesse da un’emu­lazione di mamma e papà- le uova di questi uccelli hanno generato tanti piccoli fedifra­ghi quanti erano i loro genitori (madre o pa­dre) promiscui. Il tradimento è scritto nel Dna, dunque, anche negli uomini? A volte sì. Il diamante mandarino è l’uccello con comportamenti più simili all’uomo, dicono gli scienziati. Il che, certo, non è ancora ragione sufficiente a farci pensare che anche nei maschi umani l’invecchiamento sia influenzato dal narci­sismo. Eppure,la vanità e l’età che avanza so­no sempre state acerrime nemiche, soprat­tutto dalle nostre parti. E sempre più nel ses­so maschile. Non occorre setacciare pale­stre e centri estetici, per stabilire quanti uo­mini consacrati al proprio corpo ci siano nel mondo. Tutto è già scritto nell’autorevole mito greco. Come dimenticare la storia del bel Narciso? Il ganzo seduttore della ninfa più bella del mondo (la dolce Eco) usurata nel corpo e nell’anima dalla passione per lui; ma lui, preda così ghiotta e così fatale del proprio fascino, da restare ucciso dalle ac­que specchianti di un fiume, prigioniero del proprio riflesso giovane e appetitoso. Bel paradosso sarebbe, insomma, scopri­re che il nostro universo maschile ha le stes­se caratteristiche degli «otarda ubara»: quanto più impegno si profonde nella cac­cia agli sguardi, e alle prede da cogliere in re­te, tanto più presto si diventerà anziani. Farebbe rabbrividire, un simile affresco, il profilo tracciato dalla psicoterapeuta Um­berta Telfener nel suo «Ho sposato un narci­so» (Castelvecchi, 2006). Qui si svelano tutti i segreti e le strategie di una tipologia ma­schile più dilagante dell’«uomo ubara». L’uomo narciso – quello con tanto di sindro­me diagnosticata, e quindi di pedigree – che catalizza le attenzioni di dozzine e dozzine di donne attraverso qualità da antologia: la bellezza, l’arguzia, la sensibilità, la posizio­ne sociale invadibile. E una fragilità delle più distruttive che una compagna possa im­maginare. E, ancora, un’attitudine atavica alle pratiche ereditarie del «diamante mandarino». Simonetta Caminiti