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 2011  agosto 07 Domenica calendario

LA GRANDE CORSA VERSO GLI ABISSI. TURISTI E SCIENZIATI NELLE NAVICELLE —

Presto il luogo più inaccessibile del pianeta aprirà le porte al turismo. Il conto alla rovescia è già iniziato. Entro la fine dell’anno, mini sottomarini progettai ad hoc potrebbero portare visitatori nel Challenger Deep, il punto più profondo della Fossa delle Marianne, nell’Oceano Pacifico, undici chilometri sotto il livello del mare. Sono quattro i team in competizione. Oltre a una cooperativa, la Triton Submarines, a scendere in campo sono tre famosi multimilionari: Eric Branson, creatore dell’impero Virgin, Eric E. Schmidt, manager di Google, e il premio Oscar James Cameron, regista di Titanic e di Avatar. Se fino ad oggi le immersioni sono state una sfida per pochissimi, nel giro di qualche anno il «safari degli abissi» sarà un’avventura alla portata di chiunque se lo potrà permettere. Chiusi in navicelle simili ad astronavi, gli «esploratori » scenderanno nel cuore della Terra avvolti dalla totale oscurità, perché la luce del sole non riesce a penetrare a tali profondità. Qui, la forza della pressione esterna è mille volte più alta rispetto a quella terrestre e l’acqua è così fredda da essere vicina al punto di glaciazione. Fino ad ora solo il batiscafo Trieste, nel 1960, è riuscito a toccare il fondo, ma l’impatto con la sabbia provocò una tempesta di fango e rese impossibile scattare anche una sola fotografia. Oggi, l’obiettivo principale è quello di garantire ai clienti comfort e rapidità. Il progetto più avanzato sembra essere quello di Branson, tanto che il primo viaggio è in programma entro la fine del 2011. Il milionario inglese ha finanziato con almeno 17 milioni di dollari la Hawkes Ocean Technologies, che ha sostituito i tradizionali sottomarini con un piccolo aereo lungo 5 metri e mezzo, in grado di immergersi nelle acque più profonde. Al suo interno ci sarà posto per una sola persona, che viaggerà sdraiata e avrà a disposizione solo una piccola finestra fatta di quarzo per guardarsi attorno. La struttura è stata studiata in modo che la particolare curvatura delle ali spinga l’aereo verso il basso alla massima velocità possibile. Per Branson, non si tratta del primo tentativo di «ampliare» le frontiere del turismo: nel 2008, ha annunciato la creazione della Virgin Galactic, nata per organizzare gite turistiche nello spazio. Più commerciale il progetto della Triton Submarines, che ha disegnato una navicella per tre persone dotata di un grande oblò di vetro per dare la sensazione di viaggiare immersi nell’oceano, come in una bolla trasparente. Basteranno settantacinque minuti per raggiungere il Challenger Deep, in modo da lasciare diverse ore per esplorare i fondali prima di risalire. I guadagni sono assicurati e si sarebbero già fatti avanti due compratori. È ancora presto per fissare un listino prezzi, ma si parla di almeno 250 mila dollari per ogni biglietto. A muovere Eric E. Schmidt, al contrario, non sarebbero i soldi, ma la passione per la scienza. Il suo progetto è il meno conosciuto, ma il genio dell’informatica sta sponsorizzando la costruzione di due sottomarini dal valore di 40 milioni di dollari l’uno, disegnati dalla Deep Ocean Exploration &Research guidata dalla scienziata Sylvia A. Earle. Schmidt ha anche fondato un istituto di ricerca che porta il suo nome e che possiede due navi oceanografiche all’avanguardia. Nell’impresa si è lanciato anche James Cameron, che da cinque anni è al lavoro per costruire un mezzo subacqueo su cui installare una telecamera tridimensionale in grado di resistere a qualsiasi profondità. Il costo? Fra i 7 e gli 8 milioni di dollari. Da sempre Cameron è attratto dai fondali marini. Non solo ha realizzato personalmente le riprese del relitto del Titanic, che giace a circa quattro chilometri di profondità, per girare l’omonimo film. Ma ha anche acquistato una flotta di sottomarini, robot sottomarini e piattaforme da esplorazione che custodisce sul lago Bajkal, in Russia. La sua è una passione così sconfinata che nel 2010, per il suo compleanno, ha deciso di rinunciare a una festa tradizionale e ha preferito immergersi su uno dei suoi mezzi per perlustrare i fondali del lago. Il regista assicura: il suo è solo amore per la scienza. Ma c’è già chi giura che, se tutto andrà secondo i piani, presto il papà di Titanic girerà la versione subacquea del colossal Avatar.
Emanuela Meucci