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 2011  agosto 05 Venerdì calendario

I CONSIGLI DEGLI OPERATORI " NERVI SALDI O SI PERDE" - MILANO

Indici a picco, azioni che perdono il 10% in un solo giorno e tassi che vanno a mille: un "bombardamento" di cattive notizie si sta abbattendo sui risparmiatori, che ogni giorno si scoprono più poveri. La prima riflessione da fare però è che, per un privato, le perdite diventano "reali" solo nel momento in cui si vendono realmente i titoli in portafoglio. E se per le azioni il discorso è più complesso - non c´è nessuna certezza che i prezzi risalgano - per i titoli di Stato l´importante è poter aspettare la scadenza naturale, quando viene restituito il valore nominale dell´obbligazione a prescindere da quanto valgono i titoli analoghi sul mercato secondario. L´unica possibilità di non recuperare l´intero valore alla scadenza è che lo Stato fallisca, ipotesi inverosimile per l´Italia.
Per tutti i risparmiatori, comunque, i consigli degli esperti sono di mantenere la calma e tenere i nervi saldi, anche perché vendere adesso significa quasi sempre contabilizzare perdite importanti. Con qualche eccezione: «Vendere gli asset rischiosi e aspettare tempi migliori per rientrare su azioni e reddito fisso» raccomanda Giovanni Landi, senior partner di Anthilia. Dunque, nessuna tentazione di correre a comprare, visti i prezzi di saldi? «Certo, se guardiamo Piazza Affari le quotazioni attuali sono molto attraenti - commenta Marco Carreri, ad di Prima sgr - però bisogna anche dire che ogni giorno lo sono di più: insomma, lo scenario è particolarmente instabile in questo momento». E allora? «La parola d´ordine deve restare la diversificazione» conclude Giorgio Girelli, ad di Banca Generali.
(pagina a cura di Luca Pagni e Vittoria Puledda)

Quota limitata in Borsa e grande diversificazione
Prezzi di saldo, buone opportunità per entrare? Magari sì, però nel frattempo si continua a stare sull´ottovolante e pochi si sentono di consigliare un investimento diretto in Borsa, in questo momento, se non per profili particolarmente aggressivi di risparmiatori. Di contro, vendere sarebbe follia, se non per quegli investimenti che erano sbagliati anche prima (aziende che vanno male, settori decotti...). «Per quanto mi riguarda ritengo sia sempre meglio comprare aziende, cioè beni reali, piuttosto che debito mascherato» spiega Pietro Giuliani, amministratore delegato di Azimut, riferendosi a possibili alternative come i conti correnti o le polizze, cioè strumenti finanziari che poi investono in titoli di Stato. Ma, dato il momento, la prudenza deve essere massima: quindi, grande diversificazione settoriale e geografica, e altrettanta grande cautela per la parte di patrimonio da destinare alle azioni. Anche perché gli esperti, anche quelli che in genere assumono posizioni piuttosto nette, stavolta riconoscono che la visibilità è davvero bassa: meglio non rischiare, quindi.

Fisso per stare sicuri variabile per risparmiare
Chi ha acceso un mutuo per l´acquisto della casa è ovviamente in apprensione quando vede salire i tassi di interesse. Ma quelli che stanno lievitando, i rendimenti sui Bot e Btp, sono valori di mercato e non tassi di riferimento ufficiali. Proprio ieri la Banca Centrale europea ha mantenuto inalterato il tasso d´interesse ufficiale all´1,25%, dopo il ritocco all´insù del mese scorso. Dunque per i mutui a tasso fisso non cambia nulla, in quando la rata è già fissata per tutta la lunghezza del finanziamento. Per quelli a tasso variabile agganciati all´Euribor vi sarà un lieve aumento per l´ultimo ritocco da parte della Bce ma per il futuro è anche possibile che i tassi tornino a scendere, visto come si sta mettendo la situazione macroeconomica europea.
Per chi invece deve decidere oggi in che forma accendere un nuovo mutuo, la scelta non è facile. Le banche in questo periodo non erogano mutui con grande facilità in quanto rischiano di perderci. Se si sceglie il tasso fisso si paga di più (circa due punti) ma si è sicuri che il tasso rimarrà costante. Se si opta per il variabile si risparmia ma si deve mettere in conto un eventuale aumento della rata.

Meglio puntare sui bond con durata ridotta
Comprare ai massimi e vendere ai minimi non è mai una bella idea ma in genere è quello che succede quando ci si muove a rimorchio degli eventi.
In questo momento ad esempio compare Bund significa ottenere dalla Germania un rendimento inferiore all´inflazione pagando i titoli, alle quotazioni attuali, ben più del valore nominale per il bond decennale; in compenso, il Bund a due anni rende meno dell´1%. I Btp invece rendono poco più del 6% a dieci anni e relativamente poco meno - il 5,5% - sulla scadenza a cinque anni, per chi li compra ora. Per chi volesse venderli, invece, le perdite rispetto al prezzo di carico, quello cui si è acquistato, sarebbero probabilmente cospicue.
In questo momento comunque il consiglio degli esperti, per i risparmiatori non professionali, è di puntare su bond con durata ridotta, spaziando tra obbligazioni dei paesi emergenti (considerata ancora un´ottima opportunità di investimento) e diversificando adeguatamente tra obbligazioni societarie e titoli governativi. In particolare, alcune preferenze vanno per paesi con valute diverse dal dollaro, euro e yen. Quindi, Australia, Canada, Nuova Zelanda, ad esempio. Tenendo presente che, in questo momento, il nemico che viene percepito come numero uno è il debito: alla larga quindi da società e paesi sovrani con debiti molto alti.

Scarsa remunerazione tranne i conti vincolati
Non sono, per così dire, molto remunerativi. Ma in un frangente come l´attuale, tenere i soldi sul conto corrente danno comunque la garanzia di tenere la liquidità al sicuro. Certo: non sono al riparo dall´inflazione, visto i tassi di interesse anche sotto il punto percentuale praticato dalle banche e da una eventuale patrimoniale sui conti correnti, come quella del ‘92. In alternativa, vanno bene i conti di deposito, di fatto un conto corrente bancario che offre la possibilità di depositare e risparmiare del denaro e in ogni momento di rientrare in possesso dei propri soldi; hanno il vantaggio di offrire tassi di interesse di qualche punto più alto.
Un´ulteriore possibilità è di aprire conti vincolati: in cambio di tassi più alti (si può arrivare anche al 4 per cento) l´investitore è obbligato a mantenere i soldi "bloccati" per un certo periodi di tempo (di solito almeno per un anno).
Infine, si può puntare sui piani di accumulo. Sono forme in cui si versa una cifra tutti i mesi, anche ridotta, che poi viene investita magari in fondi comuni. Si usano, per esempio, per risparmiare i soldi da destinare agli studi dei figli.

Il grande revival di oro petrolio e franco svizzero
Nel panico che avanza, i beni rifugio riescono a sfondare i nuovi record segnati e battuti negli ultimi mesi. La corsa all´oro, il bene rifugio per eccellenza, ieri ha segnato l´ennesimo primato: un´oncia ha raggiunto quota 1.681,94 dollari, prima di ripiegare. Secondo gli esperti di Deutsche Bank i prezzi del metallo giallo non saranno eccessivi fino alla soglia dei 2.000 dollari. Sarebbe un altro salto del 19% rispetto ai livelli attuali, che sono già cresciuti di circa il 20% da inizio anno. A comprare oro ci sono le banche centrali di importanti paesi emergenti, come Russia, Messico, Grecia, Corea del Sud e Tailandia. E la debolezza dell´economia Usa e del dollaro può offrire altri spunti ai compratori d´oro. Altro "classico della paura" è il franco svizzero, che sta schiacciando il suo paese con la sua forza: ieri l´euro ha terminato in ulteriore ribasso a 1,0857 sul franco, nonostante la decisione di mercoledì di abbassare allo 0-0,25% il costo del denaro in Svizzera. Ma anche le commodities sono da tempo beni rifugio consolidati: il petrolio da inizio anno guadagna quasi il 20%, l´argento è sopra il 30% nel 2011. Ma il primato è del mais, che si è rincarato di circa il 70%.