Guido Olimpio, Corriere della Sera 6/8/2011, 6 agosto 2011
MULLAH IRANIANI E PISTOLE AD ACQUA SE UNA RISATA LI SEPPELLIRÀ
Ma quanto sono sensibili i mullah iraniani? Una battaglia con le pistole ad acqua in un parco di Teheran ha scandalizzato alcuni esponenti conservatori che hanno chiesto provvedimenti. A loro giudizio i protagonisti dell’episodio hanno avuto un comportamento indegno e non compatibile con i principi della Rivoluzione. Strano che non abbiano gridato anche al «complotto» , altro tema molto gradito dai «duri e puri» che pretendono di dettare le regole in Iran. Gli integralisti si offendono davvero per poco. D’accordo che i valori e i costumi variano a seconda delle latitudini. E pochi possono impartire lezioni agli altri. Ognuno ha le sue ipocrisie. Ma spesso alcuni dirigenti della teocrazia sciita sembrano vivere letteralmente su un altro pianeta. Li inquietano gli spruzzi delle pistole ad acqua ma non hanno remore a benedire i proiettili— veri— usati per massacrare chi chiede libertà in Iran. Non provano nessuna pietà o ripensamento davanti alle decine e decine di persone mandate sul patibolo. L’ultima classifica diffusa da «Nessuno tocchi Caino» racconta che gli iraniani sono al secondo posto, con 546 esecuzioni. Peggio di loro hanno fatto solo i cinesi, con cinquemila «giustiziati» . E che dire della tortura? Nella prigione di Evin a Teheran e nei centri gestiti dai pasdaran è il trattamento consueto riservato agli oppositori più tenaci. Altri non sono appesi ad un gancio, ma vengono semplicemente fatti sparire. E cosa succede alle minoranze che non si allineano con il potere? Basta chiedere ai curdi — massacrati— o ai bahà’i, perseguitati. Il cuore «tenero» dei mullah non palpita per queste vittime. La loro morale non si sente offesa da così tanti eccidi. E non hanno paura che i loro mantelli neri siano macchiati di sangue di molti innocenti. No, quello che li spaventa è uno zampillo d’acqua e quel piccolo gesto di libertà consumato in un parco di Teheran. Guido Olimpio