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 2011  agosto 05 Venerdì calendario

IL GOVERNO PUNTA SUL «CAR SHARING» BLU

«Va anche lei a Palazzo Chigi? Che ne dice se la passo a prendere fra mezz’ora?». Nelle intenzioni del Governo, potrebbe essere un dialogo reale fra alti papaveri della burocrazia nella Pubblica amministrazione "auto blu free", o quasi, disegnata dal nuovo Dpcm anti-vetture di servizio il cui testo è stato diffuso ieri. Oltre ai membri del Governo, sono una quindicina gli esponenti di vertice che potranno ancora vantare un’auto blu con autista in uso esclusivo: il primo presidente e il Pg della Cassazione, i presidenti di Consiglio di Stato e Corte dei conti, l’Avvocato generale dello Stato e i presidenti di Authority ed enti previdenziali. Gli altri, dovranno ricorrere al parco auto "generale" dell’ente, oppure a soluzioni alternative. Tra quelle proposte dal Dpcm c’è anche il "car sharing blu", «da realizzarsi attraverso l’utilizzo condiviso delle autovetture, anche tra più amministrazioni, per percorsi in tutto o in parte coincidenti».

Utopia? Si vedrà. Il Governo ci punta, e prevede riduzioni importanti (900 milioni nel 2012-14, 500 milioni all’anno dal 2015) su un monte spese che nonostante i tentativi di razionalizzazione degli ultimi anni rimane imponente. Non solo per le vetture (il cui acquisto, nel solo 2010, si è comunque portato via 60 milioni), ma per tutto il personale che alle macchine ruota intorno. Il censimento ufficiale della Funzione pubblica, anch’esso diffuso ieri, conta 13mila autisti e 22mila persone «dedicate» (addetti alla gestione, alla manutenzione ecc), per un costo che viaggia intorno agli 1,3 miliardi di euro all’anno: aggiungendo i 650 milioni di euro che sempre secondo il ministero di Renato Brunetta se ne vanno per la gestione e per l’ammortamento, sulla strada la Pa lascerebbe ogni anno 2 miliardi. Di qui la speranza di risparmi ampi, che però si concentrano soprattutto su Regioni ed enti locali.

Sempre ieri, è stato diffuso il testo ufficiale del Dpcm che istituisce la commissione taglia-indennità: oltre al presidente, Enrico Giovannini (presidente dell’Istat), ne fanno parte Alberto Zito (Università di Teramo), Ugo Trivellato (Padova) e Giovanni Valotti (Bocconi). Gratis.