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 2011  agosto 04 Giovedì calendario

BOLIDI TRA I GRATTACIELI ECCO L´ULTIMA SFIDA DELLA FORMULA UNO

Era un vecchio sogno di Bernie Ecclestone, il boss della Formula Uno: far sfrecciare le Ferrari, le McLaren e gli altri bolidi di Formula Uno all´ombra dell´Empire state building e della Statua della libertà; diffondere il loro boato nell´intera area metropolitana di New York, sperando di intaccare il provincialismo automobilistico americano; e mostrare a centinaia di milioni di telespettatori, assieme alle prodezze dei piloti, anche il magico skyline di Manhattan, cioè la sua sagoma architettonica, assieme all´immensa baia, punto simbolico di incontro dei popoli del mondo.
Finora questo sogno di Ecclestone era rimasto nel cassetto nonostante innumerevoli tentativi, come uno del 1983 di far svolgere la corsa a Flushing Meadows, nella circoscrizione di Queens, e quello dell´anno scorso all´interno di un parco di Jersey City: sembravano esserci troppi ostacoli burocratici, troppi intralci da parte degli ambientalisti, troppi sgambetti degli amici del Nascar, il più famoso campionato automobilistico americano. Ma nel 2013 ci sarà svolta: almeno così fa capire il Wall Street Journal, rivelando il piano di due sindaci e di alcuni grandi investitori per avvicinare la Formula uno alla Grande Mela.
Il gran premio non coinvolgerebbe la Quinta Avenue né il ponte di Brooklyn, e neanche l´isola di Manhattan, per non bloccare il traffico e le attività produttive. Si svolgerebbe invece dirimpetto, nel New Jersey, dall´altra parte del fiume Hudson, in modo anche da usare i grattacieli newyorkesi come sfondo delle riprese televisive. «La prospettiva di avere un appuntamento di Formula Uno nel New Jersey è entusiasmante», ha commentato il neo-governatore dello stato Chris Christie, che è uno dei possibili candidati repubblicani per la Casa Bianca. Anche Leo Hindery, l´ex-chief executive del Yes network (la rete televisiva degli Yankees) che ora guida la cordata di finanziatori, è soddisfatto del lavoro fatto.
L´unico che ancora non parla è proprio l´ottantenne Ecclestone: forse per scaramanzia, forse per prudenza. Tante volte nel passato, infatti, lo sbarco negli Stati Uniti della Formula Uno si è rivelato deludente, in parte per la scelta di circuiti marginali e lontani dal grande pubblico, in parte per l´incapacità degli organizzatori di sostenere i costi dell´operazione. Risultato: la Formula Uno ha migrato senza soste e senza mai riuscire ad appassionare veramente gli americani.
Dal 1960 al 1980 la corsa si svolgeva a Watkins Glen, nel nord dello stato di New York. Dal 1989 al 1991 è stato il turno di Phoenix, in Arizona. Ci sono state gare a Detroit, Las Vegas e a Dallas. Per sette anni il circo della Formula Uno si è fermato a Indianapolis, ma anche lì non è andata benissimo e dal 2007 non ci sono più stati gran premi degli Stati Uniti. Le cose stanno ora cambiando: Austin, la capitale del Texas, si è candidata con successo per ospitare le gare a partire dal 2012. E potrebbe presto aggiungersi all´elenco l´area di New York-New Jersey.
«In questo periodo di incertezze economiche», hanno spiegato i sindaci di due comuni limitrofi del New Jersey, Richard Turner di Weehawken e Felix Roque di West New York, presentando l´iniziativa «non bisogna sottovalutare alcun tipo di introito e la Formula Uno potrebbe rivelarsi molto positiva per i nostri cittadini». A condizione, ovviamente, di non richiedere tasse aggiuntive per l´organizzazione della gara: di qui il ruolo del gruppo di investitori, molti dei quali sono anche degli appassionati di auto e frequentano il circuito privato di Monticello, a due ore a Nord di Manhattan.
Secondo i due sindaci del New Jersey, le auto di Formula Uno percorrerebbero sia strade cittadine che il viadotto lungo il fiume. E´ un punto dello Hudson molto famoso e trafficato: sui moli di Manhattan è attraccata la portaerei-museo Intrepid, d´estate centinaia di imbarcazioni turistiche solcano quelle acque, lì si svolge la parata delle unità navali in occasione del 4 luglio, festa dell´Indipendenza. E sempre lì il mondo della Formula uno spera di risvegliare le passioni del pubblico americano.