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 2011  agosto 04 Giovedì calendario

Una lingua elettronica per degustare lo spumante – MILANO - Tempi difficili per i sommelier: arriva la lingua elettronica, capace di sostituirli alla perfezione e anzi, come spesso accade nella dialettica tra tecnologia ed esseri umani, con maggior precisione

Una lingua elettronica per degustare lo spumante – MILANO - Tempi difficili per i sommelier: arriva la lingua elettronica, capace di sostituirli alla perfezione e anzi, come spesso accade nella dialettica tra tecnologia ed esseri umani, con maggior precisione. Per il momento la lingua elettronica messa a punto dall’Università di Barcellona è specializzata unicamente nell’identificazione dello spumante ottenuto con il metodo champenoise ed è programmata a identificarlo solo in base alla gradazione di zuccheri. Ma il team catalano promette ulteriori perfezionamenti, fino a riconoscere acidità, zuccheri e alcol, effettuando un’analisi organolettica a tutto tondo e riproducendo il sistema gustativo umano. CHIMICA E MATEMATICA - La lingua-sommelier utilizza un mix di abilità chimiche di misurazione e di algoritmi matematici. Grazie a questa sapiente miscela l’apparecchio elettronico è in grado di classificare lo spumante secondo tre tipologie, ovvero il brut, il brut nature (senza dosaggio aggiunto) e il demi-sec. Inoltre per il momento riconosce esclusivamente lo spumante ottenuto attraverso la rifermentazione del vino con l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati (liqueur de tirage), altrimenti noto come metodo champenoise. L’altra modalità di produzione è il metodo charmat, soluzione industriale per vini di qualità inferiore basata sulla rifermentazione in autoclave. DEGUSTAZIONE E TECNOLOGIA - Il dispositivo sarà presto addestrato per sostituire le capacità sensoriali umane, sia nell’ottica di un risparmio delle aziende vinicole, sia al fine di ostacolare eventuali frodi. L’idea di sostituire l’uomo persino nella degustazione non è comunque nuova. Una sorta di apparecchio dedicato al wine tasting era già stato sviluppato in precedenza, mentre il concetto generico che il gusto umano possa essere tranquillamente bypassato dalla tecnologia è ben rappresentato da una recente applicazione per iPhone che sta ottenendo parecchio successo. Si chiama Hellovino e si fa carico di consigliare all’utente, dato un determinato menù, l’etichetta e la tipologia più idonei e il prezzo più competitivo. Certo le porte della percezione (umana) sono infinite e viene da chiedersi se potrà mai una lingua artificiale, per quanto ben addestrata, sostituire in tutto e per tutto un buon intenditore. Emanuela Di Pasqua