STEFANO SEMERARO, La Stampa 4/8/2011, 4 agosto 2011
Na Li dalle uova d’oro Diventerà la sportiva più ricca del mondo - Una cinese supercapitalista dello sport, chi lo avrebbe mai detto
Na Li dalle uova d’oro Diventerà la sportiva più ricca del mondo - Una cinese supercapitalista dello sport, chi lo avrebbe mai detto. Na Li non è bionda, non è bella, non è giovane né carismatica come Maria Sharapova, ma secondo gli economisti di Bloomberg nei prossimi anni potrebbe scavalcare la diva siberiana al vertice delle atlete più pagate al mondo. Perché ha dietro un mercato di un miliardo e trecento milioni di possibili consumatori. Al momento la 29enne campionessa in carica del Roland Garros, n. 6 Wta, è ottava nella lista delle donne sportive con maggiore valore commerciale: 8 milioni di dollari, contro i 25 della Sharapova, la gallina dalle uova d’oro del marketing globalizzato che non molla la prima posizione da sette anni filati, indipendentemente dai risultati ottenuti in campo. Dopo aver battuto Francesca Schiavone in finale a Parigi però le entrate di Na sono schizzate alle stelle, e non solo grazie ai 3,1 milioni vinti in montepremi quest’anno. Ha firmato ben sette contratti pesanti, ciascuno dei quali le porta fra i 2 e i 3,5 milioni di dollari. «Ne avrebbe potuti ottenere facilmente altri cinque così, se solo avesse avuto il tempo», spiega Max Eisenbud, il vice-presidente del colosso di management IMG, guarda caso lo stesso agente che segue gli affari della Sharapova. Nei prossimi tre anni la cinese incasserà, secondo le (affidabili) stime di Bloomberg, circa 42 milioni di verdoni, dando l’assalto al trono della sua concorrente siberiana. Nel suo portfolio oggi ci sono marchi prestigiosissimi come Mercedes-Benz, Rolex, Hagen-Dasz, ela compagnia di assicurazione cinese Taikang Life. È l’unica tennista - Federer, Sharapova e Nadal compresi - a cui la Nike concede il privilegio di sfoggiare altri marchi sui vestitini griffati con lo “swoosh”, perché a Portland sanno benissimo che fuori dalla porta di Eisenbud c’è la fila di aziende cinesi pronte a offrirle milioni di yuan. Persino a Wimbledon si sono sfregati le mani per i suoi successi, visto che nei prossimi anni la vendita dei diritti televisivi al network cinese CCVT (la finale di Parigi è stata vista in tv da 116 milioni di cinesi) contribuirà a far salire da 30 a 50 milioni di euro gli utili del torneo. Un bel passo in avanti dal 1998, quando la Nike le offrì il primo contratto da 25 mila dollari. Del resto il ritiro di Yao Ming ha lasciato un vuoto, la medaglia d’oro dei 110 metri ostacoli Liu Xian non basta a colmarlo. Na non possiede la riconoscibilità totale dell’ex-giocatore della Nba, ma vince in uno sport inedito per la Cina, è comunque spigliata, parla inglese, prende in giro il marito in pubblico, sfoggia un tatuaggio e soprattutto si è guadagnata il diritto a non versare più i suoi introiti allo Stato. «I marchi internazionali cercano un testimonial che sia credibile e convincente agli occhi dei cinesi, che li faccia sentire orgogliosi», ha spiegato al Daily Telegraph Terry Rhoads, ex capo del marketing alla Nike. «E Na Li è riuscita a differenziarsi dalla massa». 40 (milioni) a zero per Na.