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 2011  agosto 04 Giovedì calendario

PIÙ CHE UN PAPA, ERA UN VERO NABABBO

Le nuove carte dell’inchiesta P4 depositate ieri dai pm Woodcock e Curcio scoprono i nuovi filoni dell’inchiesta. Innanzitutto, la moglie di Papa, Tiziana Rodà, è indagata per concorso in concussione insieme al marito per le consulenze milionarie ricevute dalle società pubbliche. Inoltre si scopre che la Procura vuole interrogare (da testimone) Vincenzo Morichini per chiarire i suoi rapporti con Luigi Bisignani, Alfonso Papa e l’imprenditore Alfonso Gallo.
DalverbalediGallosiscoprecheiltestimonechiave dell’indagine ha finanziato (regolarmente) la Fondazione di D’Alema, Italianieuropei.
Ma soprattutto dalle carte di ieri esce appesantita la posizione di Papa. Oltre alla nuova iscrizione sul registro degli indagati “coniugale”, infatti i nuovi verbali puntellano da un lato l’accusa contro Papa e dall’altro la sussistenza della competenza della Procura di Napoli. Per convincere il Tribunale del riesame a trattenerloingalera,ipmhannodepositatounaconsulenza del dottor Antonio Cutolo che ricostruisce tutti i pagamenti in natura riferiti dall’accusa a terzi imprenditori. Si va dal soggiorno all’hotel De Russie da 2690 euro pagato all’amica di Papa, Ludmilla Spornyk, da parte dell’imprenditore Simone Chiarella, ai 1050 euro pagati dal re delle centrali Alfonso Gallo per il Principe di Savoia di Milano. Complessivamente, includendo i versamenti in contanti effettuati dalla Spornik e da Papa, si superano i 52 mila euro.
Nell’interrogatorio di garanzia Papa si era difeso sostenendo di avere rimborsato tutto ai suoi ex amici che ora lo accusano di concussione. Il consulente dei pm invece mette a confronto tutti i prelievi effettuati sui suoi conti per attestare che, oltre a essere di importo inferiore (21 mila e 500 euro) i prelievi al bancomat o allo sportello non hanno “nessuna correlazione” con le spese sostenute dagli imprenditori a beneficio di Papa.
L’imprenditore Marcello Fasolino ha raccontato che Papa non disdegnava anche il pagamento delle antiche mazzette in denaro liquido. Negli androni o per strada. “Le dazioni di denaro al Papa”, ha raccontato, “iniziarono quando Papa già stava al Ministero essendo Castelli Ministro (2001, ndr). In particolare ricordo la prima dazione: era da poco entrato in vigore l’euro e gli corrisposi, ricordo ancora. nell’androne del suo palazzo a piazza Rodinò, una somma contante di 1000-1500 euro. Fino all’epoca incuiMastellaèdiventatoministro(2006Ndr)gliho corrispostosommedidenaroperuncomplessivodi circa 10.000 euro. Sicuramente in una occasione gli diedi anche dei soldi a Roma. Ricordo che eravamo alla Galleria Colonna. Si tratta di un’occasione successiva sicuramente rispetto a quella dell’androne delpalazzoaNapoli.Ancheinquestocasositrattava di una somma più o meno simile. Non so dire se questa sia stata la seconda, la terza, la quarta o un’ulteriore dazione”. Il fatto che la prima mazzetta sia stata consegnata a Napoli serve a Woodcock e CurcioperrivendicarelalorocompetenzacontrolaPro-cura di Roma. Poi Fasolino continua a raccontare la sua rincorsa a Papa con i soldi in mano: “nelle restantioccasioniglihocorrispostoildenaroinluoghi cheadessononricordotutti.Ricordobene,adesempio. che, una volta, eravamo in mezzo alla strada a Napoli, camminando a piedi, in un vicolo dopo il noto negozio di Marinella alla Riviera di Chiaia (andando in direzione Posillipo) e anche in quella circostanzamichieseeglidiediildenaro.Visonostate, inoltre, un altro paio, circa, di dazioni, sempre successiveaquellaavvenutanell’andronedelpalazzodi Papa, come ho detto complessivamente siamo arrivati a un ammontare di circa 10.000 euro”.
Dallenuovecartesiscopronoancheirapporticonla sinistra degli amici di Papa e Bisignani. Alfonso Gallo (teste chiave dell’accusa a Papa) finanziava (regolarmente) la Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema.
Il 19 luglio i Carabinieri del Nucleo per la Tutela Am-bientecomandatidaltenentePietroRaiolaPescarini hanno contattato telefonicamente Vincenzo Mori-chini per sentirlo come testimone sui suoi rapporti con Alfonso Gallo, Luigi Bisignani e Alfonso Papa. Morichini però ha risposto di essere in vacanza in Grecia fino a settembre e il suo avvocato Grazia Volo ha confermatochenontorneràprima del mese prossimo.
Il 26 luglio al pm Francesco Curcio , Gallo ha raccontato i supi rapporti con VincenzoMorichini,raccoglitoredifondiperlaFondazione di Massimo D’Alema, compagno di regate del leader del Pd e socio della barca Ikarus che segnò il suo debutto velico. Morichini non è indagato a Napoli ma a Roma in un’inchiesta per false fatturazioni e corruzione del pm Paolo Ielo. “Le frequentazioni tra Alfonso Papa e Vincenzo Morichini”, ha raccontato Gallo, “mi furono riferite dagli stessi interessati e cioèsiadaMorichinichedaPapa...hoavutomododi vederli insieme e ho potuto constatare di persona che fra i due vi era confìdenza. ... ho visto insieme Papae Morichini circa 2-3- anni fa, potrei anche sbagliarmi un poc”. Gallo aggiunge: “sono stato-vicino alla Fondazione Italianeuropei di Massimo D’Alema e in quel contesto ho conosciuto il Morichini ... le dirò di più, come azienda, ho stipulato una seria di contrattiassicurativiconlasuaagenziadiFiumicino, posto che il Morichini è un broker assicurativo”. Poi Gallo spiega: “La mia sensazione, è che Morichini organizzò quel pranzo per stringere una serie di relazioni che lui riteneva giovevoli per la Fondazione Italiani Europei, In effetti non si parlò di nulla. Successivamente ho incontrato non più di 2 volte il Bisignani grazie ai buoni uffici del Papa a piazza Mignanelliperdiscuteredinucleare.Ritenevoutilel’incontro con il Bisignani, non solo per la sua notoria capacità di relazioni ma poiché suo cognato De dominicis è il presidente di Ansaldo nucleare e la mia azienda si stava interessando a tali investimenti specifici. Per la verità si è trattato di un paio di incontri del tutto infruttuosi”. Poi Gallo aggiunge “Probabilmente Morichini voleva dimostrarmi di avere la possibilità di introdurmi in ambienti per utili in modo da convincermi a sovvenzionare maggiormente la Fondazione. Le dico che in quanto simpatizzante di D’Alema con regolari bonifici, intestati alla Fondazione, l’ho sovvenzionato”.