Paolo Di Stefano, Corriere della Sera 25/7/2011, 25 luglio 2011
«Mi manchi terribilmente, mi sforzo di non pensarci, di non pensare a quel buio, a quella volta che arrivai da te e la luce era spenta e tu volasti dal buio tra le mie braccia, e crollò la stanza e crollò la notte e crollò il mondo e le tue labbra» (lettera di Erich Maria Remarque a Marlene Dietrich)
«Mi manchi terribilmente, mi sforzo di non pensarci, di non pensare a quel buio, a quella volta che arrivai da te e la luce era spenta e tu volasti dal buio tra le mie braccia, e crollò la stanza e crollò la notte e crollò il mondo e le tue labbra» (lettera di Erich Maria Remarque a Marlene Dietrich).