Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 01 Lunedì calendario

LA CARTA DI CREDITO GIUSTA PER OGNI TASCA

Quasi tutti gli italiani hanno in tasca almeno una «carta», che sia prepagata, di debito o di credito. Pratiche, perché consentono in molti casi di fare a meno dei contanti, obbligatorie in alcune situazioni perché costituiscono una garanzia sulla solvibilità del titolare, potrebbero anche contribuire a ridurre l’economia sommersa, con evidenti vantaggi per l’intero Paese.

Secondo una recente analisi condotta dall’Associazione bancaria italiana, un maggior utilizzo di questi strumenti consentirebbe di far emergere dai 10 ai 40 miliardi di euro perché tutte le relative transazioni sarebbero tracciabili. A livello personale ciò significa poter risalire a qualunque spesa fatta, con un maggior controllo delle stesse. Gli italiani, però, continuano a preferire l’utilizzo del contante tanto che in media ogni anno ogni titolare di carta effettua solo 24,5 operazioni contro le 57 dell’area Euro e le 191 degli Stati Uniti.

Nonostante le premesse, le carte di pagamento restano una possibilità non sfruttata a pieno, forse anche perché, oltre a una generale predilezione per il contante, nel corso degli anni si sono verificate alcune pratiche discutibili da parte degli operatori, quali l’applicazione di commissioni non sempre immediatamente evidenti a fronte del loro uso, mentre gli episodi di clonazione e utilizzo fraudolento, anche se diffusi a livelli molto bassi, contribuiscono ad alimentare una certa diffidenza nei loro confronti.

Le carte di pagamento si dividono fondamentalmente in quattro famiglie: quelle di credito classiche, con addebito delle spese in un’unica soluzione al 10 o al 15 del mese successivo; quelle revolving che consentono di rimborsare a rate; quelle di debito con addebito immediato sul conto corrente; quelle prepagate in cui il titolare deve "anticipare" sulla carta i soldi che poi spenderà. Queste ultime hanno avuto un grande successo in Italia anche se sono meno flessibili, e in alcuni casi meno sicure, delle carte di credito tradizionali. In generale, però, nel nostro Paese e in Europa si prediligono quelle a debito, chiamate anche "bancomat" dal circuito che utilizzano.

Sul fronte dei costi, le carte più convenienti sono proprio quest’ultime, offerte quale accessorio gratuito dalla quasi totalità dei conti correnti. Per averle non si paga alcun canone, non sono previste commissioni quando le si usa per pagare gli acquisti, mentre per prelevare contante è sufficiente utilizzare gli sportelli del proprio gruppo bancario per non incorrere in maggiorazioni. Il limite principale è che spesso non vengono accettate quale garanzia in caso di prenotazioni (autonoleggio, alberghi o altro) e a volte non si possono usare per le transazioni su internet.

Con tutte le carte di pagamento, però, si può tenere traccia delle spese fatte e questo, nell’ottica di risparmiare, può essere un valido aiuto perché consente di fare un rendiconto preciso anche con cadenza settimanale se lo si ritiene opportuno, dato che tramite internet si accede al resoconto dei movimenti in tempo reale.

In termini assoluti non c’è una carta migliore per tutti o una peggiore. In base alle esigenze di ciascun consumatore, ed è quello che abbiamo fatto in questa pagina, ci si può orientare su una soluzione piuttosto che un’altra e poi all’interno delle grandi categorie individuare quella più conveniente a parità di servizi erogati. Sul fronte dei costi il mercato presenta un quadro piuttosto differenziato per quanto concerne canone annuali (a volte non previsto) e commissioni per prelievo di contante (spesso fortemente penalizzato). Anche servizi utili come gli sms informativi, che rendono conto di ogni operazione, possono essere compresi nel canone o essere addebitati a consumo. • LE MOSSE PER RIDURRE I COSTI - COSA NON FARE Scegliere di rimborsare

il saldo a rate

Le carte di credito sono utili, ma restituire quanto speso ricorrendo a rate mensili può essere molto caro. Nell’ottica di risparmiare si deve quindi evitare di utilizzare le carte di credito revolving con le quali il plafond iniziale viene rimborsato in rate mensili calcolate in percentuale del plafond stesso, o dell’importo totale delle spese effettuate. Una soluzione attraente che però comporta l’applicazione di un tasso di interesse sulle somme rateizzate, tasso che su base annuale in molti casi supera il 15 per cento. Per lo stesso motivo non si deve attivare il rimborso a rate che alcune carte di credito tradizionali offrono come alternativa al pagamento in un’unica soluzione. Se si vuole pagare a rate ci sono altri strumenti di credito al consumo che comportano costi inferiori.



Prelevare contanti senza fare attenzione alle commissioni

Con le carte di credito classiche le operazioni di anticipo contante sono soggette a una commissione che può essere anche di 2-3 euro. Con le carte di debito e le prepagate il "balzello" di norma non viene applicato se si utilizza uno sportello automatico del gruppo bancario che ha emesso la carta, altrimenti scatta la commissione. Quindi, se si utilizza la carta senza la dovuta attenzione, a fine mese si possono accumulare anche più di dieci euro di costi extra.

A COSA FARE ATTENZIONE
Costi fissi e variabili

A prescindere dal tipo di carta di pagamento, occorre valutare l’incidenza dei costi fissi e di quelli variabili. Alcune carte prevedono un canone annuale che include alcuni servizi, quali per esempio gli sms di notifica. Altri hanno un costo fisso zero, ma poi si pagano di più gli sms o le operazioni di prelievo contante. È necessario quindi ipotizzare come verrà utilizzato lo strumento nel corso dell’anno per arrivare a una stima attendibile dei relativi costi complessivi. In linea di principio chi la usa saltuariamente deve optare per una soluzione "a consumo", per chi "striscia" la carta spesso, meglio pagare un canone più alto, ma a fronte di maggiori servizi.



Il giusto numero

La maggior parte degli italiani ha in tasca una o più carte di pagamento, ma le usa poco. Le si richiede o le si accetta senza troppa convinzione, dimenticandole poi nel portafoglio, senza pensare che comunque possono avere dei costi fissi da cui non si scappa. A volte è sufficiente una sola carta invece di due o più. In altri casi, invece, a fronte della necessità di avere un plafond elevato, piuttosto che ricorrere a una carta premium con relativo canone annuale superiore anche a 100 euro, le spese possono essere suddivise su due carte base che costano meno. Le carte premium, infatti, oltre a un limite di spesa più elevato di quelle standard prevedono molti servizi accessori che però possono non risultare indispensabili.

COSA FARE

Meglio la gestione via internet

Tramite il servizio di home banking del conto corrente a cui è collegata la carta di pagamento, o tramite servizi attivati ad hoc dalla società che ha emesso la carta, gran parte delle operazioni di gestione può essere effettuata online con riduzione dei costi: dalle ricariche per le prepagate, al trasferimento di fondi, alla ricarica dei telefoni cellulari. Anche l’estratto conto mensile è meglio farselo inviare per email o scaricarlo dalla pagina internet dedicata invece di scegliere la posta tradizionale, generalmente più costosa. Per le carte prepagate anche le commissioni di emissione possono essere più basse se si utilizza internet.



Valutare cosa offre il mercato

Eccetto le carte di debito, che sono collegate a doppio filo al conto corrente, le altre (prepagate e credito) possono essere scelte e sostituite senza grandi problemi. E poiché si tratta di un mercato sempre in movimento è opportuno verificare almeno una volta all’anno per confrontare se ci sono soluzioni più economiche o che, a parità di costo, offrono un servizio migliore o comunque più adatto alle proprie esigenze. Oltre a quanto offerto dal proprio gruppo bancario, esistono prodotti messi a punto da operatori specializzati che, a costi paragonabili o inferiori a quelli delle carte base, offrono servizi specifici pensati per una determinata tipologia di consumatori, come nel caso delle co-branded.