Michele Farina, Corriere della Sera 31/07/2011, 31 luglio 2011
ALLA SBARRA IL GURU DELLA SETTA DI POLIGAMI: «ABUSI SUI MINORI»
Sette avvocati in sei mesi. L’ultimo l’ha silurato all’apertura del processo, nel tribunale di San Angelo in Texas, spiegando che quei pur valenti avvocati non erano in grado di garantirgli «una difesa pura» .
Naturalmente c’è poco di «puro» nella storia di Warren Jeffs, 55 anni, il capo di una setta di diecimila fondamentalisti mormoni (l’Flds) accusato di violenza sessuale ai danni di una dodicenne e di una quindicenne (che avrebbe messo incinta). Per quelli che lui definisce «matrimoni celesti» il guru poligamista (avrebbe 60 mogli) rischia 99 anni di galera.
Come un Milosevic un po’ più cialtrone, Jeffs ha chiesto al giudice Barbara Walters di potersi difendersi da solo. Risposta: «Lei ha assemblato il più impressionante team legale mai visto in Texas e adesso vuole fare da solo? La esorto a non farlo» . Ma Jeffs è sicuro. E chiede tempo per preparare al meglio il processo. Il giudice si inalbera: «Signor Jeffs, si difenda pure da solo. Ma la corte non ha intenzione di sospendere il processo in attesa che lei vada a scuola di diritto» . Lui ribatte dopo i soliti due minuti di silenzio: «È un’ingiustizia» .
Quando l’accusa annuncia i primi testimoni, Jeffs obietta. Obiezione non accolta. A questo punto l’imputato chiede di leggere una dichiarazione per conto di Dio. La Walters fa uscire la giuria. Il guru attacca: «Dio chiede di fermare questo processo» . Piovono anche minacce di «malattia e morte» per chi avrà a che fare con il procedimento. Al termine la giudice lo ammonisce: se parlerà in questo modo ai giurati lo farà cacciare dall’aula. Da lì in poi, è come se Jeffs fosse uscito davvero. L’avvocato di se stesso fa scena muta. Guarda per aria, non prende appunti, tanto che la Walters lo richiama: «È seduto lì da un’ora e non ha detto una parola. Se continua andrà incontro a un brutto risultato» .
Se continua così, il processo cominciato giovedì sarà molto rapido. Il procuratore speciale Eric Nichols ha subito annunciato le carte dell’accusa. Un nastro in cui Jeffs avrebbe registrato l’audio dell’incontro sessuale con la dodicenne. E i riscontri dei test del Dna che proverebbero come il guru abbia messo incinta la ragazzina di 15 anni.
Sarebbe avvenuto tutto in un ranch della setta (che ha proprietà per 110 milioni di dollari), 45 miglia a sud del centro petrolifero di San Angelo. Nell’aprile 2008 una segnalazione provoca il blitz della polizia. C’è il sospetto che sia una specie di campo per abusi sessuali: membri anziani della setta con minorenni. La polizia trova famiglie, mamme, bambini, ragazzine: 400 minori vengono messi in centri di assistenza. Ne parlano tutte le tv d’America. Intervistano le madri con la treccia e gli abiti da Far West dell’ 800, che difendono il guru. Le figlie idem. La segnalazione si rivela una mezza bufala. I 400 minori tornano alle famiglie e alla setta. Ma la polizia nota che molte minorenni sono incinte. Partono le indagini che portano alla sbarra 11 uomini dell’Flds. I sette già andati a processo sono stati condannati (da 6 a 75 anni) per violenza e/o bigamia.
Adesso tocca al capo. Warren Jeffs è accusato di aver avuto rapporti sessuali con una dodicenne nell’agosto 2006. Nello stesso mese fu arrestato per un’infrazione stradale in Nevada. La polizia trovò nell’auto un hard disk. E dentro quella prova audio che Nichols vuole far ascoltare ai giurati. L’altra accusa riguarda un episodio del gennaio 2005: Jeffs avrebbe messo incinta una quindicenne. Sempre nel ranch di San Angelo, chiamato «Yearning for Zion» . Le ragazze coinvolte non testimonieranno. La setta che «anela a Zion» è unita. E deve avere qualche amico potente, anche se non in paradiso— come vorrebbe il guru. Nel 2007, nello Utah, lo Stato dei mormoni, Jeffs fu condannato per complicità in un altro caso di violenza sessuale: aveva officiato le nozze di un diciannovenne con la cuginetta di 14 anni. La Corte Suprema dello Stato ha stabilito — incredibilmente — che il processo è da rifare. Perché il giudice non mise in chiaro con i giurati che un conto è forzare al matrimonio una quattordicenne, un altro è istigare il marito ad avere rapporti sessuali con quella povera moglie non consenziente.
Michele Farina