Alberto Giuffré, Corriere della Sera 30/07/2011, 30 luglio 2011
LA (TECNO) CACCIA AL LADRO
Capita di ricevere visite spiacevoli in casa, soprattutto durante l’ estate. Caso più raro è conoscere il viso, gli spostamenti e le abitudini del ladro. È quello che è accaduto qualche mese fa a Joshua Kaufman, giovane designer di Oakland, in California, quando un malvivente è entrato nel suo appartamento sottraendogli il pc portatile. A Kaufman è bastato collegarsi a Internet da un altro computer e attivare un programma (chiamato Hidden, hiddenapp.com): in pochi secondi, grazie alla webcam del suo notebook, è riuscito a fotografare il ladro e a sapere con esattezza dove si trovava. In un primo momento la polizia si è rifiutata di aiutarlo. Poi Kaufman ha aperto un blog (thisguyhasmymacbook.tumblr.com) in cui documentava con tanto di immagini le giornate del ladro e la storia ha fatto il giro della Rete. A quel punto gli agenti hanno cambiato idea, sono tornati sul suo caso e hanno arrestato il malvivente. Certo, quello utilizzato da Kaufman non è un dispositivo professionale eppure ha dato i suoi frutti. Sempre di più, infatti, la tecnologia consente di dotarsi di strumenti fai da te per difendersi dalle intrusioni. E non è un caso che, secondo l’ ultimo rapporto Istat sulla sicurezza, il 41,6 percento delle famiglie italiane afferma di avere installato un sistema difensivo in casa per paura di subire furti. Ecco allora alcuni esempi per avere in casa o a portata di mano dei veri e propri cani da guardia digitali.
I robot guardiani
Quelli che a prima vista sembrano dei giocattoli, possono diventare utili strumenti di difesa. Come il Rovio, un robot prodotto da Wowwee che ha le dimensioni di un ferro da stiro e grazie a tre ruote girevoli può muoversi in tutte le direzioni. Tramite una base wifi, Rovio obbedisce ai comandi che arrivano da qualsiasi computer connesso a Internet. Ha una webcam integrata, un microfono e un piccolo altoparlante che possono diventare i nostri occhi, orecchie e bocca quando non siamo in casa: in teoria, dalla nostra postazione, si possono anche scambiare due chiacchiere con l’ intruso. Un’ alternativa è Spykee, robottino dalle sembianze più o meno umane. Al posto della testa ha una piccola videocamera, gli arti inferiori sono dei mini-cingoli. Il tutto, anche in questo caso, controllabile a distanza con un software da installare su pc. «Volevamo un prodotto con cui i bambini potessero fare degli scherzi - ha detto Jennifer Briand, product manager di Spykee, al New York Times - è stata una sorpresa vedere che invece molti adulti lo utilizzano per sorvegliare casa quando sono fuori».
Effetto reality
Esistono software che simulano i sistemi di telecamere a circuito chiuso. È il caso di Vitamin D (www.vitamindinc.com), un programma che richiede una camera connessa alla Rete di casa. Una volta installato, il software si può configurare e personalizzare, ad esempio selezionando con il mouse una porzione di inquadratura. Una sorta di zona rossa che, una volta violata, fa scattare l’ allarme. Se il ladro finisce nella nostra Rete, un messaggio audio lo avvisa che è in corso una registrazione. Più elaborato è Archerfish (www.myarcherfish.com, 240 euro): rispetto al concorrente può gestire fino a quattro webcam e ha un numero maggiore di filtri. Ha il vantaggio di poter essere gestito anche tramite smartphone.
Basta un sms
Spesso ci si lamenta di come gli smartphone possano essere invadenti. Ma c’ è anche l’ altro lato della medaglia: se lo vogliamo, i telefonini intelligenti possono violare la privacy dei ladri. Find my iPhone è il sistema gratuito utilizzato da Apple, attivabile dalle impostazioni del telefonino. Nel caso in cui dovesse sparire l’ iPhone basta andare sul sito www.me.com e inserire mail e password forniti al momento della registrazione. Si aprirà una mappa su cui lampeggia il pallino con lo smartphone. A quel punto si può scegliere tra varie opzioni: bloccare il dispositivo, farlo suonare, cancellare i dati o far comparire un messaggio sul display. Soluzione più drastica è quella offerta agli utenti Android da Defenx (www.defenx.com, 13 euro), un’ applicazione che permette di cancellare, con l’ invio di un sms, la memoria dell’ apparecchio. Si può impedire anche il ripristino del sistema: noi non riavremo il nostro telefonino, ma il ladro non saprà comunque cosa farsene.
Alberto Giuffrè