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 2011  luglio 30 Sabato calendario

SFERE GONFIE D’ACQUA E TAVOLE DA SURF- IL FITNESS IN EQUILIBRIO

La vecchina in tenuta ginnica vintage si appresta a iniziare la sua sessione. A 74 anni (portati bene) ha trovato un modo per continuare a portare a casa i sacchetti della spesa. Un allenamento «primitivo» , con movimenti che rimandano (correggendoli) a quelli di tutti i giorni. Usando strumenti che già esistevano, ma che si usavano tendenzialmente per fare fisioterapia. L’obiettivo? Far lavorare più muscoli contemporaneamente. Meno specchio, meno spocchia: si cercano soprattutto i benefici non visibili. «Sono cresciuta con danza classica e atletica, vivo in palestra da quando ho quattro anni e ho visto cambiare la filosofia del fitness» racconta Daniela Decampi, 39 anni, responsabile dei corsi di Virgin Active ad Assago (Milano). «Una volta contava solo l’aspetto fisico, oggi la gente, stressata dal lavoro e da ritmi quotidiani nevrotici, non ha più voglia di sudare in palestra tornando a casa acciaccata con postumi dolorosi: la ginnastica funzionale, grazie al passaparola, ha preso piede» , spiega.
I quattro elementi
Ecco spiegata la virata evolutiva del fitness verso allenamenti basati sulla ricerca dell’equilibrio fisico. C’è solo un modo per capire se l’esercizio sta dando i suoi frutti: vedere i muscoli del corpo vibrare come corde di violino. Nella palestra Virgin Active di Milano, l’angolo dedicato ai nuovi strumenti di «ginnastica precaria» fa segnare un’affluenza da tutto esaurito. La maggioranza ha tra i 30 e i 40 anni, ma ci sono anche anziani e gente all’esordio in palestra. «È l’ideale per iniziare» commentano a denti stretti all’apice dello sforzo. Una ginnastica che rimanda a quattro elementi, anche a livello visivo. Gli attrezzi blu sono quelli legati all’acqua, quelli verdi alla terra, i gialli all’aria, i rossi al fuoco. Nell’angolo del balance dome, un modo moderno di fare squat impugnando una clava da tre chili, l’equilibrio va mantenuto su una mezza sfera che quelli del settore chiamano confidenzialmente nocciolina. Un personal trainer annuncia che è il miglior esercizio per tonificare i glutei: entusiasmo e accanimento della sezione femminile. C’è la water ball, una palla caricata di dieci chili d’acqua per creare massima instabilità, le maniglie kettle blocks o le più semplici fitball. L’illusione del «poco pesa tanta resa» è un miraggio. Seduti, in posizione apparentemente rilassata, si fa lavorare tutto il corpo: gambe, collo e si controlla l’addome imparando la postura corretta, quella che nessuno tiene in ufficio. Non si lavora più su posizioni statiche, ma sul balance, con attrezzature che molti installano in un angolo di casa come complemento d’arredo.
Dalle Hawaii
L’attrezzo simbolo è l’indo board: una tavola per surfisti metropolitani, per lavorare su gambe e braccia da fermi. Fondamentale nei Paesi dove non c’è il mare, ma anche in quelli dove l’onda non sale. «Dopo aver conosciuto Hunter Joslin tre anni fa ho deciso di registrare il marchio Fit-Surf in Italia» racconta Dario Nuzzi, preparatore atletico della Federazione italiana Surfing. A 60 anni Joslin fa ancora street skate e quando prende l’onda con la tavola dà la paga a tutti, come si dice in gergo. È lui che sul finire degli anni 70, per recuperare da un infortunio alla caviglia, ha inventato questa tavola appoggiata su un rullo con cui allenarsi anche da casa ascoltando i Beach Boys. La moda partita da Florida e Hawaii è sbarcata dalle nostri parti aprendo al surf le porte del fitness. «Forza e controllo devono andare di pari passo e questo attrezzo consente di migliorare equilibrio e esplosività — racconta Nuzzi —. L’equilibrio è la chiave del benessere fisico e non è un caso che ultimamente anche i maratoneti, per diminuire il consumo energetico, si allenino in questo modo» .
Le sessioni
«Una ginnastica da fare almeno due volte alla settimana con sessioni da 50 minuti» spiega Barbara Pascucci, personal trainer impegnata a lanciare il pendolum a una ragazza. L’esercizio appare banale ma questa palla (da cinque o dieci chili) aiuta a lavorare sulle braccia e sulla postura della recezione. «Negli ultimi tempi si è capito che è meglio un esercizio mirato piuttosto che abusare sul sovraccarico» aggiunge. Nel frattempo nell’angolo del foam roller si lavora sulle braccia. Sbagli un attimo l’equilibrio del corpo e finisci per terra con il pavimento che suona più duro dell’acqua del mare. Non a caso la chiamano «ginnastica precaria» : basta spostare un dito e tutto cambia.
Stefano Landi