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 2011  luglio 29 Venerdì calendario

COLONIE: SPORT, MUSICA E NIENTE CELLULARE. BIMBI IN VACANZA COME UNA VOLTA

«Un tuffo nel blu / sei happy anche tu… Siam felici di star / tutti insieme a ballar…». Cantano e ballano, i bambini e i ragazzi della colonia ritrovata, forse ultima isola nel mare delle colonie perdute. «Sì, la nostra è proprio una colonia, questa parola ci piace perché vuol dire sicurezza e tranquillità. I genitori e i nonni di questi bambini ci sono stati, in colonia, e sanno che stare via da casa, senza genitori, è un´esperienza che fa bene, che aiuta a crescere». Guido Milani, il direttore della colonia Ragazzi e Cinema di Igea Marina, ha appena 26 anni ma a 11 anni, per una sola volta, è riuscito a vivere una vacanza d´altri tempi. «Noi eravamo mille, c´era un po´ aria di caserma. Ma era la prima volta che stavo via da casa, dopo venti giorni mi sono sentito grande. Ho trovato anche la mia prima fidanzatina».
C´è una targa in bronzo, nell´ufficio del "direttore". Ricorda che questa colonia è stata fondata nel 1930 da Archimede e Aimone Landini, per i figli degli operai che costruivano i famosi trattori Landini a Fabbrico di Reggio Emilia. «Costruttori di macchine, dissodatori di terre, animatori di uomini», i due fondatori. E la colonia era dedicata «alla formazione morale, spirituale e fisica dei bimbi». Vacanze sane, all´aria aperta. Disciplina ferrea, con l´alzabandiera al sorger del sole. Anche allora si cantava ma le parole erano diverse: «Battiam battiam le mani / arriva il direttor / battiam battiam le mani / è un uomo di valor…». Così i bimbi sarebbero cresciuti forti e ubbidienti, pronti a prendere il posto dei papà al tornio in fabbrica.
È il giorno in cui si cambia il turno, alla colonia di Igea Marina. I bimbi che scendono dal pullman partito da Lecco e Milano, e dall´altro che ha portato i bimbi mandati dal Comune di Olevano Romano, hanno le stesse facce dei loro coetanei degli anni ‘60, quando file di corriere riempivano le grandi colonie aziendali o comunali. «Voglio la mamma», qualche lacrima. «Bambini, seguite me. Non si corre sulle scale. E in camerata non si salta sui letti». Non ci sono più le "signorine" o le "maestre", ma Cinzia, Gianni, Paola, Ulisse, che sono gli "educatori". «Nei primi due giorni - racconta Guido Milani - i piccoli che arrivano per la prima volta sono un po´ tristi ma poi capiscono che qui ci si può divertire e soprattutto si possono incontrare tanti amici nuovi». Nelle colonie d´antan si comunicava con mamma e papà solo mandando cartoline. «Ora, purtroppo, ci sono i cellulari, in tasca anche ai più piccoli. Ci sono i genitori apprensivi che chiamerebbero anche venti volte al giorno. Per questo i telefonini restano chiusi qui in direzione. Li lasciamo ai ragazzi solo per un´ora e mezzo, dopo pranzo e dopo cena».
Sveglia non all´alba ma alle 8, non con i fischietti ma con Gatto Tino, la mascotte che butta i bimbi giù dal letto. Niente alzabandiera ma una "sigla", come nei programmi tv. «Siam felici di star / tutti assieme a ballar…». La cooperativa che d´estate gestisce la colonia durante l´anno organizza infatti corsi di cinema, radio, tv e anche la colonia viene trasformata in un set. Si prepara un film che racconta i giorni passati via da casa, si preparano il tg e il giornale radio della colonia. Dopo la colazione, tutti nei laboratori e poi in spiaggia. Bagni di venti minuti, uno al mattino, l´altro al pomeriggio. Sul palco, piccoli dj alla consolle e gare per vincere l´aperitivo, un succo di frutta. Fino alle 11 della sera, ogni minuto è impegnato. «Abbiamo riaperto la colonia - spiega il direttore - perché abbiamo capito che per tante famiglie è un´opportunità. Nel 2007, il nostro primo anno, abbiamo avuto 100 ragazzi. Quest´anno saranno 700. C´è chi non ha soldi per andare in vacanza ma vuole che almeno il figlio non rinunci al mare e allora fa un sacrificio. Per altri più abbienti la colonia è solo una pausa nelle vacanze con i genitori». Turni di dieci o venti giorni, con un costo da 570 a 990 euro, venti per cento di sconto per i Comuni o le aziende.
La Romagna è un cimitero di ex colonie. A Pinarella di Cervia, in viale Italia, assi di legno bloccano le porte e le finestre di bellissimi edifici che un tempo accoglievano migliaia di ragazzi. Un cartello annuncia che il Comune di Cesena vende la sua colonia. Ci volevano i vigili, cinquant´anni fa, per regolare il traffico delle colonne di bambini in divisa che tornavano dalla spiaggia. «Battiam battiam le mani…».