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 2011  luglio 29 Venerdì calendario

SARANNO FAMOSI (FORSE) PER FAR CONTENTO PAPA’

Scuole chiuse e bambini finalmente liberi di giocare all’aria aperta o di passare giornate intere accovacciati sui loro videogame. I più fortunati in America — in genere figli di famiglie benestanti— trascorrono qualche settimana nei camp estivi in montagna, al mare o nei boschi. Ma ci sono anche bimbette e ragazzini che usano l’estate per prepararsi e gareggiare nei beauty contest— concorsi di bellezza per «minivamp» anche di 7-8 anni che sfilano in costume da bagno, truccatissime e coi denti sbiancati— o nelle manifestazioni di bodybuilding che comprendono anche campionati di sollevamento pesi per teen-ager. Forzature inquietanti, in genere legate alle ambizioni dei genitori-trainer, che spesso provocano sconcerto e proteste: a Melbourne, in Australia, il sindaco guida una rivolta contro il concorso di bellezza infantile «american style» fissato proprio per questo fine settimana.
Ma la tendenza si diffonde ugualmente, con famiglie animate dal desiderio di uscire dall’anonimato (quando non da prospettive di guadagno) che non vogliono sentir parlare di danni psicologi e rischi fisici per i loro ragazzi che, dicono, se rinunciassero vedrebbero crollare la loro autostima.
Il fenomeno avanza soprattutto nel bodybuilding: palestre e fitness club, alle prese con la crisi, cercano nuovi mercati, e il più promettente è quelli dei bimbi dai 6 agli 11 anni le cui iscrizioni sono raddoppiate negli ultimi cinque anni. I siti specializzati sono pieni di immagini di ragazzini dalle muscolature ipertrofiche e di articoli che minimizzano i rischi per la salute e i meccanismi di crescita derivanti da queste forzature. Basta, dicono, essere graduali e non esagerare coi pesi.
Un mercato che ha, inevitabilmente, anche i suoi divi: il più «gettonato» è un ragazzino romeno di sette anni, Giuliano Stroe, i cui video su YouTube sono stati già visti 15 milioni di volte. Quando il settimanale Business Week ha cercato di intervistarlo si è sentito rispondere dalla famiglia: «No, grazie, diamo solo interviste televisive» . Ma anche l’America ha i suoi campioncini, come C. J. Senter, un ragazzino nero di Atlanta che ha muscoli da adulto ma ha appena finito la quarta elementare. Sul sito The Workout Kid si atteggia pure a filantropo: indica ad altri bambini poveri come, con l’esercizio fisico, possono sfuggire al destino di obesi. «A molti regaliamo il nostro dvd» dice orgoglioso il padre (che, comunque, lo vende sul sito a 20 dollari).
Sia pure con un certo sconcerto, l’America degli estremi — superpalestrati o prigionieri di un scafandro di ciccia in eccesso — si adegua alla nuova realtà. In molti centri di bodybuilding i ragazzini sono ormai un quarto dei soci. Anche le assicurazioni di stanno adeguando. Ma un grande centro di pediatria dell’Ohio sostiene che le vittime più frequenti di fratture e lacerazioni nell’attività di sollevamento pesi sono i bambini sotto i 12 anni. massimo.
Massimo Gaggi