Angiola Codacci-Pisanelli, l’Espresso 4/8/2011, 4 agosto 2011
MISTERO FERRANTE
Una coppia di sposi vista di spalle. Lei in abito bianco, il capo velato, il bouquet. Dietro di loro tre damigelle vestite di raso rosa. Davanti una veduta di Napoli: il golfo, il lungomare, il Vesuvio sullo sfondo. È la copertina di uno dei libri più attesi dell’autunno, "L’amica geniale". La casa editrice e/o lo preannuncia per novembre ma riduce le informazioni al minimo. Ad accendere la curiosità però basta il nome dell’autore. È Elena Ferrante, la misteriosa firma di alcuni tra i romanzi più amati da lettori e cinefili italiani negli ultimi vent’anni: da "L’amore molesto" del 1992, portato al cinema da Mario Martone con Anna Bonaiuto, ai "Giorni dell’abbandono", del 2002, girato da Roberto Faenza con Margherita Buy. Un’autrice tradotta in 15 lingue e lodata ovunque, da "el Mundo" al "New York Times".
Del nuovo romanzo, che esce a quattro anni dalla favola "La spiaggia di notte", si sa poco o nulla. Parla di due amiche che si conoscono nella prima infanzia e che, tra alti e bassi, rimangono legate per tutta la vita. Quattrocento pagine (anche in versione ebook) per raccontare le due donne dall’infanzia alla vecchiaia. Se finora al centro delle trame della Ferrante c’era il rapporto di una donna con la madre o con un uomo, qui l’attenzione si sposta su un’amicizia femminile. E, se la copertina non mente, dopo la Torino dei "Giorni dell’abbandono" e l’anonima spiaggia meridionale del romanzo più recente, "La figlia oscura", la misteriosa autrice torna a Napoli.
Di più non è dato sapere. Si aspetta con la certezza che sarà una storia irresistibile e disturbante come tutte le precedenti. È lo stile di un’autrice (o di un autore: nel maschilismo della società italiana è un complimento che per la Ferrante si siano fatti solo nomi di uomini, da Goffredo Fofi a Domenico Starnone) che in uno degli scritti raccolti nella "Frantumaglia" descrive la sua vocazione così: "Quando scrivo, è come se macellassi anguille".