Nanako Yamamori, l’Espresso 4/8/2011, 4 agosto 2011
SOL LEVANTE NELLO ZAINO
Pile ad acqua, zaini con pannello solare, penne con ventilatore incorporato, lenzuola con gel termico. La creatività dei giapponesi si sta indirizzando verso l’invenzione di una miriade di nuovi prodotti che hanno un unico scopo: ridurre il consumo di energia. E parallelamente il governo ha varato un piano per abbattere di almeno il 15 per cento la sete di elettricità e che è destinato a rivoluzionare le abitudini dei cittadini negli uffici come nelle case private. Sono, anche queste, le conseguenze dirette dello tsunami dell’11 marzo scorso e del disastro di Fukushima che ha portato alla chiusura di 35 della 54 centrali nucleari del Paese con una riduzione della produzione di energia di circa il 30 per cento. Così, mentre il premier Naoto Kan annuncia l’abbandono del nucleare (ma pochi ci credono), ecco che tutti, per evitare il rischio di blackout, sono chiamati allo sforzo di contenere il più possibile i consumi. Molte aziende hanno introdotto nuovi orari che anticipano di un’ora l’apertura di uffici e stabilimenti, ed hanno alzato la temperatura dei condizionatori d’aria. Negozi e ristoranti hanno seguito l’esempio ed hanno iniziato a tenere spente le insegne pubblicitarie il più a lungo possibile.
Ma se questi sono accorgimenti tradizionali, del tutto nuovi sono gli oggetti di uso quotidiano presentati recentemente a Tokyo durante una fiera dedicata agli accessori ed apparecchiature a basso consumo energetico, cui hanno partecipato circa 1.300 aziende provenienti da 25 Paesi. A partire dalle pile No.po.po. (acronimo che sta per "No pollution power") che generano elettricità con l’acqua del rubinetto. È sufficiente mettere mezzo millilitro di acqua con un contagocce dentro la pila e questa produce energia rinnovabile. In caso di mancanza d’acqua si possono utilizzare altri liquidi come succo di frutta, caffè e persino saliva. La durata garantita è di vent’anni, saranno in vendita dal mese di agosto al prezzo di 630 yen (5,60 euro) per la confezione da tre pezzi. Le pile sono prive di sostanze tossiche come mercurio o cadmio e possono essere gettate insieme agli altri rifiuti inorganici. Il peso è di 15 grammi, il 35 per cento in meno di una batteria normale.
Altro prodotto tecnologico è lo zaino con pannello solare integrato che trasforma la luce solare in elettricità e consente di ricaricare la batteria di un cellulare attraverso un cavetto Usb. Forse meno pratico, il reggiseno fotovoltaico che pure serve come caricabatterie. La penna con ventilatore integrato può essere utile in un ufficio senza aria condizionata, mentre si può scrivere in una stanza buia con gli evidenziatori dotati di led integrato che funziona anche come luce d’emergenza. Per chi vuole stare al fresco a casa è stato presentato uno schermo innovativo che evita l’esposizione diretta alla luce solare. Lo schermo riflette i raggi eliminando il 70 per cento di calore solare ed il 99 per cento di raggi Uv (una tenda tradizionale elimina soltanto il 40 per cento del calore prodotto dalla luce solare). Infine uno dei prodotti più innovativi (e si immagina più venduti) è il lenzuolo imbottito di gel termico. L’effetto refrigerante dura circa un’ora e mezza ed aiuta a dormire al fresco, può essere lavato in casa e una volta piegato occupa lo spazio di un I-Pad.
Se nel 2005 l’allora ministro dell’Ambiente Yuriko Koike aveva varato la campagna "Cool biz" con la quale si raccomandava di tenere negli uffici una temperatura di 28 gradi, il governo ha rilanciato adesso con la mobilitazione "Super cool biz" in vigore fino a ottobre, cioè nel periodo in cui le temperature e il tasso di umidità raggiungono in Giappone livelli insopportabili: niente giacca e cravatta al lavoro, permesse le polo e le camicie a maniche corte. Si è anche aperto un dibattito sul modo di vestirsi che sta portando a un ripensamento sulle scelte di moda. E i produttori di abbigliamento vi hanno scorto la possibilità di immettere sul mercato prodotti innovativi. La società Fast retailing, che in tutto il mondo distribuisce il marchio casual Uniqlo, ha ad esempio presentato una nuova linea di pantaloni, camicie, polo ed intimo, ispirata alla iniziativa Super cool biz. Si tratta di capi fabbricati con tessuti dotati di tecnologia Dry function, sviluppata in collaborazione con la giapponese Toray industries, il più importante produttore mondiale di fibre sintetiche, che tengono il corpo fresco e asciutto grazie alla funzione traspirante, antibatterica e deodorante. T-shirt e canottiera con tecnologia Dry function costano 1000 yen l’uno, meno di dieci euro, e per quest’anno se ne prevede la vendita di 36 milioni di pezzi, il doppio rispetto al 2010. Un’idea subito premiata dal mercato con un fatturato in crescita del 3,9 per cento. Dal canto suo Aoyama, il più grande venditore di completi da uomo in Giappone con oltre settecento negozi in tutto il Paese, quest’anno ha presentato una collezione estiva caratterizzata dall’utilizzo di tessuti ultraleggeri e da uno stile meno formale e più casual: il best seller è l’abito da una libbra, che pesa meno di 500 grammi.
Se questi sono gli effetti pratici, la sfida che ha lanciato il governo è molto più ambiziosa se l’attuale ministro dell’ambiente Ryu Mtsumoto ha dichiarato: "Il nostro obiettivo non è solo quello di rimediare alle attuali carenze energetiche, ma di rivoluzionare lo stile di vita dell’intero Paese". Che, in realtà, sta già cambiando a causa dello choc provocato dallo tsunami. Sia per mancanza di alternative sia per senso di responsabilità, i giapponesi stanno riprendendo alcune piccole abitudini antiche che nell’era degli elettrodomestici-robot tuttofare si erano quasi dimenticate. Si è ricominciato ad utilizzare la cucina a gas per bollire l’acqua del tè o per cuocere il riso. Per combattere gli insetti si accendono incensi invece di utilizzare il cattura-zanzare elettrico. In molti casi si preferisce utilizzare il vecchio ventilatore a pale anziché il climatizzatore. Persino la tradizionale tenda di bambù ed il ventaglio di carta e legno sono di nuovo di moda. Insomma, una sorta di ritorno al passato che ha il sapore di un passo verso il futuro.
Alcune aziende, tra le quali il colosso degli elettrodomestici Hitachi, hanno fatto una svolta veramente verde arredando con piante i propri uffici per creare piccoli giardini rinfrescanti e tagliare i raggi di sole: sono state scelte soprattutto piante capaci di crescere con grande velocità, al ritmo di un metro al mese, per raggiungere lo scopo in brevissimo tempo. E chi meglio del Paese del Sol levante può rendere produttiva la sua tradizione, sfruttando al meglio il rapporto della natura che l’euforia del consumismo hi-tech aveva cancellato?