Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  luglio 29 Venerdì calendario

Aiuto, il Terzo Mondo resta senza donne E le compra su Internet - Immaginiamo gli Stati Uniti senza più donne

Aiuto, il Terzo Mondo resta senza donne E le compra su Internet - Immaginiamo gli Stati Uniti senza più donne. Senza più né madri,né sorelle o mogli.L’ipotesi è da fine del mondo, ma la verità è che, se i 163 milioni di donne americane ci sono ancora, lo stesso numero di donne,in Asia e nell’Europa dell’Est,non è mai nato. Gli aborti selettivi le hanno uccise. La sta­tistica è da capogiro, ma l’autrice del nuovo saggio Unnatural Selection , l’olandese Mara Hvistendahl, corrispondente da Pechino del periodico Science , di­ce che lo sterminio è dovuto soprattutto all’ecogra­fia, utilizzata, in molti Paesi del terzo mondo, per abortire. E adesso decenni di «selezioni» hanno sca­vato un solco sociale che sta per cambiare il mondo. «In Cina e India, dove non si vogliono figlie femmi­ne, le donne superano comunque il 50 per cento del­la popolazione mondiale. In Azerbaijan, Vietnam, Corea del sud e Albania le donne cominciano a scar­seggiare », dice la Hvisten­dahl. «Mao aveva detto che le donne sostengono metà del cielo ma quando mi so­no­trasferita in Cina, e ho vi­sitato asili nido e scuole piene di maschi, ho capito che quel cielo cominciava a vacillare». Dopo l’Asia, sottolinea l’autrice, sarà la volta dell’Europa: dall’Al­bania al Montenegro, al­l’ex Unione Sovietica. «Il problema è enorme. I nuo­vi scapoli non trovano mo­gli. Li chiamano surplus men e sono condannati ad una vita di solitudine». Fio­riscono siti internet per comprarsi una moglie in Vietnam o nelle regioni po­vere di Cina e India: scapo­li di Singapore, della Co­rea del sud e di Taiwan comprano ragazze vietnamite su siti come Vietnam J and N , Viet-bride match e altri. «Ma presto anche quel surplus finirà». Il dramma, dice la Hvistendahl, esploderà verso il 2020 in Cina e nel 2030 nell’Euro­pa dell’Est, diventando un’epidemia al pari dell’Ai­ds. In regioni come il Tamil Nadu, in India, nascono 126 maschi ogni 100 femmine.«La moda dell’aborto selettivo è scoppiata tra le classi alte che abortisco­no alla clinica Apollo, nel centro di Delhi». Ma quali sono le cause che di questo tsunami di «donne scomparse»? «Nel 1951 la Population Divi­sion delle Nazioni Unite aveva deciso che la popola­zione del terzo mondo andava limitata. Quell’anno la fondazione Rockefeller, governata da un comita­to internazionale di curatori, si era riunita a William­sburg per risolvere il problema. E aveva offerto ai pa­esi poveri, insieme al Population council (che aveva le sue radici nel movimento dell’eugenetica) uno scambio allettante, poi messo in moto dal presiden­­te Lyndon Johnson: cibo in cambio del controllo del­la popolazione. L’Asia aveva obbedito. Ribadendo l’assunto fondamentale, che la Terra non è infinita né come serbatoio di risorse, né come discarica di ri­­fiuti, il Club di Roma , nel 1972, aveva pubblicato il «Rapporto sui limiti dello sviluppo». Erano gli anni della grande crisi petrolifera e dei mercati cerealico­li e si era assunto che tutte le coppie del mondo do­vessero avere in media due figli. La Cina impose la politica del figlio unico e pochi anni dopo introdus­se l’uso dell’ecogramma. C’era in ventre una bambi­na? Bastava eliminarla». Risale a poche settimane fa il rapporto del World Health Organisation sul traffico delle donne e la Hvi­stendahl scrive: «Nel 2013 in Cina un uomo su cin­que non troverà moglie e per i cinesi, che considera­no lo scapolo un eterno bambino, il dramma è atro­ce ». Quali le conseguenze? «La prostituzione che sa­le alle stelle, l’omosessualità, il mercato nero delle bambine e l’antica usanza della poliandria, in cui una ragazza, comprata, deve far da moglie anche ai fratelli del marito». L’autrice ammette che i servizi segreti americani sono preoccupati dalla valanga di testosterone che sta invadendo l’Asia dove gli scapo­li rischiano di diventare violenti e di arruolarsi nel­l’esercito. «Dal 1992 al 2004 in Cina la percentuale dei crimini si è raddoppiata e in India, tra il 2003 e il 2007, i rapimenti sono aumentati del 50 per cento, costringendo le autorità persino a riservare alcuni treni solo per le donne».