Vittorio Da Rold, Il Sole 24 Ore 28/8/2011, 28 agosto 2011
RIEMERGE IL RISCHIO CONTAGIO
La speculazione non va in vacanza in agosto. Anzi, quando il risparmiatore è rilassato sotto l’ombrellone, chi vive di azzardi speculativi porta a segno i colpi più grossi perché il mercato è più sottile e meno liquido. Ecco perché la riduzione del rating del debito sovrano di un piccolo paese come Cipro, con un Pil pari appena allo 0,2% dell’Eurozona, è un campanello d’allarme che non va affatto sottovalutato. L’isola dove secondo le leggende è nata Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza, rischia, a causa del suo sistema bancario i cui asset sono però pari all’860% del proprio Pil, di diventare una sorta di Islanda del Mediterraneo e il quarto Paese a dover chiedere aiuto all’Unione europea e al Fondo monetario internazionale.
Il motivo del contagio è sempre lo stesso: le banche cipriote sono piene di bond greci che dopo il pilotato "selected default" significheranno perdite almeno pari al 21% del valore facciale, secondo le stime prudenti dell’Iif, l’organizzazione che raggruppa le maggiori banche mondiali. Se a questo si aggiungono le frasi incaute del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, che in una lettera ai deputati ha detto di essere contrario a «firmare assegni in bianco» per l’acquisto di bond dei Paesi in difficoltà da parte del Fondo salva-Stati europeo (Efsf), e lo stallo sull’innalzamento del tetto sul debito americano, ce n’è abbastanza perché gli spread dei periferici con i Bund restino elevati.
Il rischio è che la politica e i suoi bizantinismi, a Berlino come a Washington, perda di vista il bene comune più prezioso, la stabilità, e a pagare un prezzo siano anche Paesi che hanno un pesante fardello di debito ereditato dal passato come l’Italia. Senza fiducia i mercati tendono a diventare irrazionali: spetta alla politica spegnere (e non propagare) gli incendi prima che sia troppo tardi.