Giovanna Gabrielli, il Fatto Quotidiano 23/7/2011, 23 luglio 2011
IL FATTO DI IERI - 23 LUGLIO 1888
Snob per definizione e molto british per vocazione, Raymond Chandler, il creatore di Philip Marlowe, privat eye romantico, colto e brutale, al bisogno, si considerava senza nazionalità. Nato a Chicago, il 23 luglio 1888, educato in Inghilterra, affermatosi in America e rifugiatosi di nuovo a Londra. Un intellettuale prestato al giallo, entrato tra i grandi del pulp solo a 50 anni, debuttante tardivo col suo “The Big Sleep”, Il grande sonno, fulminante esordio di Marlowe, investigatore leale e compito nella giungla di una Los Angeles violenta e corrotta. Detective senza macchia, malinconico e disincantato, a suo agio con Eliot e Flaubert,ma abile nel maneggiare la sua Smith e Wesson, “gran fumatore e bevitore di liquori non dolci e di caffè nero, bell’aspetto, ordinato, ben raso, schizzinoso con le donne”. Modesto nel raccontarsi “…vendo ciò che devo, per guadagnarmi da campare, e cioè quel po’ di fegato che il Signore mi ha dato”. Un mite con humour, costretto a incarnarsi nel duro, raccontato in stile narrativo hard boiled da un Chandler che del rapporto col suo alter ego dirà “…suppongo che Marlowe sia una specie di me stesso segreto… siamo tutti e due soli, sentimentali, cinici, incorruttibili”.