Emilia Costantini, Corriere della Sera 23/7/2011, 23 luglio 2011
L’INCREDIBILE VENERDI’ DEL PIZZARDONE: «IO NEL FILM DI ALLEN»
Star per una mattina. Si chiama Pierluigi Marchionne, ma non è né figlio, né nipote di. È un vigile urbano che presta servizio sulla pedana centrale di piazza Venezia, da cui dirige il traffico nel cuore nevralgico di Roma. Ieri mattina il pizzardone (così si chiamano in dialetto per la «pizzarda» , il casco d’ordinanza) è stato protagonista del film di Woody Allen «The Bop Decameron» che, ormai da oltre dieci giorni, sta movimentando la già caotica vita cittadina della Capitale. 38 anni, biondastro, con codino riccioluto, piuttosto alternativo per la divisa che indossa, racconta a caldo: «Il grande regista era già capitato in piazza Venezia una settimana fa. Mi aveva visto sulla pedana, gli era piaciuta la simpatia con cui lavoriamo noi vigili, lo aveva colpito la mia figura di direttore d’orchestra in mezzo al fiume di macchine... e ha cambiato il copione del film» . Addirittura! «Sì — ribatte il simpatico vigile — gli è venuta l’idea di inserirmi nella sceneggiatura come "direttore del traffico"delle quattro storie che il film racconta: sarò la voce narrante e non girerò solo questa ma forse anche altre scene in interni. Sono stato scelto— aggiunge con una legittima punta d’orgoglio — perché conosco bene l’inglese e non ho bisogno dell’interprete» . Quando si dice la fortuna. Si chiama Marchionne ma potremmo ribattezzarlo Otello Celletti, il mitico vigile interpretato da Alberto Sordi, nel film di Luigi Zampa del 1960, che si imbatte in Sylva Koscina con la macchina in panne e grazie a lei diventa star per una sera in tv al «Musichiere» . «Certo — si infervora Pierluigi — è bello ripensare a Sordi e alla Roma di quei tempi. È un modo per far rivivere i fasti della Dolce Vita, no?» . L’avventura cinematografica inizia ieri mattina intorno alle 9. Fa già caldo a quell’ora. Il Maestro di Manhattan allestisce il set a via dei Fori Imperiali (adiacente la piazza), impartisce le strategie interpretative al protagonista, che poi viene dotato di auricolare per ricevere in diretta le indicazioni del regista. La camera car, su cui è montato il braccio dolly, si avvicina quindi al centro della piazza: gira intorno alla pedana per riprendere le mosse del vigile, che recita sì, ma mentre dirige veramente il traffico. E subito una piccola folla di spettatori, italiani e stranieri, si raggruppa all’angolo di via del Corso, gustandosi lo spettacolo: ridono e applaudono. Dieci ciak, diluiti in circa tre ore di riprese. Tutto questo tempo per dire poche battute? Spiega: «Intanto, qualche volta mi sono impappinato — ammette— ero emozionato, non sono mica un attore professionista! E poi, ogni tanto, dovevamo interrompere, per via delle sirene di ambulanze o volanti della polizia che disturbavano. Inoltre, stamattina (ieri per chi legge ndr), a causa dello sciopero dei mezzi pubblici, era un vero inferno... Il mio problema principale era quello di recitare, senza distrarmi dall’esercizio delle mie funzioni, per non causare incidenti» . In effetti, un piccolo incidente è avvenuto: un pullman di turisti ha tamponato un’auto, ma niente di grave. Stressante? «Be’ direi di sì, ma per fortuna mi hanno dato una mano i colleghi!» , tira un sospiro di sollievo. Stressante anche per il regista che, appena terminate le riprese a piazza Venezia, è volato al Colle Oppio dove lo aspettava Jesse Eisenberg (l’attore che ha impersonato Mark Zuckerberg nel film «The social network» ) e dopo un paio d’ore si è spostato a Ostia per gli ultimi ciak della giornata. Ma che dice, nel film, il vigile-voce narrante? «Non posso rivelare le battute — è ermetico Marchionne — ho firmato un contratto che me lo impedisce» . Accipicchia! E per quale compenso? «Non è importante la cifra— glissa— e comunque andrà in beneficenza... almeno in parte» , si corregge. Un’esperienza indimenticabile. Woody Allen è Woody Allen: «Un mito, un grande intellettuale del cinema, adoro tutti i suoi film» . E adesso è dura riprendere la vita normale: «Il mio peggiore incubo è ritornare sulla pedana» , sospira. Ma a fine mattinata, resta ancora il tempo per una foto ricordo.