LUIGI BIGNAMI , la Repubblica 21 /7/2011, 1 luglio 2011
IL NEPAL SI AFFIDA AL SATELLITE PER MISURARE IL TETTO DEL MONDO - E’
sfida tra Nepal e Cina sulla misure del tetto del mondo. Ma per fortuna è solo una guerra di numeri. Quattro metri di differenza che fanno litigare i due paesi da anni: da quando nel 2005 una spedizione scientifica cinese condotta in grande stile stabilì che la famosa cima era alta 8.844,43 metri sopra il livello del mare. Calotta di ghiaccio esclusa. Ma il Nepal non ci sta. E dopo essere stato per anni fedele alla misurazione fatta, neve inclusa, qualche anno fa (e comunemente accettata dalla comunità internazionale) che fissava la cima a quota 8.848 metri, ha deciso di fare chiarezza. E definire per conto suo, con l´ausilio del satellite, quanto è davvero alto il monte più alto del pianeta, l´Everest appunto. Ed è sceso in campo addirittura il governo: «Vogliamo mettere fine alla confusione e definire una volta per tutte la quota reale» ha detto il portavoce del governo Gopal Giri. «Ora, finalmente, abbiamo la tecnologia necessaria per risolvere il problema». Saranno dunque utilizzati satelliti Gps collocati su tre diverse posizioni. Un lavoro che richiederà almeno due anni di tempo, ma che, assicurano da Kathmandu, permetterà di ottenere una misura precisa al centimetro. Dalle tre posizioni infatti, si punterà alla vetta dell´Everest con il classico sistema delle triangolazioni. E per essere certi che i movimenti stagionali della neve non alterino i risultati finali, le misurazioni verranno ripetute più volte nel corso dell´anno.
I tentativi di fissare le reali misure dell´Everest sono tutt´altro che recenti. Risalgono addirittura al primo Ottocento, quando Alexander von Humboldt tentò di quotare le montagne himalayane in un articolo apparso su "Annales de Chimie et de Physique". Il primo a dare una stima vicina a quella accettata ai nostri giorni, fu invece nel 1852 l´indiano Radhanath Sikdar: stabilì la quota a 8.840 metri, valore che rimase ufficiale per oltre un secolo. Solo nel 1987 il nostro Ardito Desio, geologo e alpinista italiano, si propose di misurare le due montagne più alte del mondo, l´Everest e il K2: con lo scopo di smentire chi, negli Stati Uniti ipotizzava che il secondo era più alto del primo. Negli anni successivi le misurazioni hanno utilizzato strumenti sempre più precisi, come i satelliti da posizionamento. Ma neanche così se n´è venuti a capo. Infine i cinesi, a cui appartiene uno dei lati del monte, hanno effettuato una campagna con GPS nel 2005 fissando la quota massima della roccia a 8.844, 43 metri con un margine d´errore di 21 centimetri. Peccato che con la neve i dati cambiano.
Stabilire le misure esatte del tetto del mondo cambierà la percezione di Reinhold Messner, il primo alpinista che lo ha scalato senza ossigeno? «Assolutamente no. Di misurazioni umane se ne possono fare tante, ma per me resta sempre la stessa montagna». Il dato è però importante per i geologi: scoprire se la catena si alza o si abbassa anche di pochi millimetri permetterà di comprendere meglio le forze in atto capaci di scatenare i grandi terremoti che si verificano in quella regione.
C´è ancora un elemento curioso da considerare. L´Everest è il monte più alto del pianeta perché si fa riferimento al livello del mare. Ma se il calcolo parte dalla base, a sorpresa il monte più alto diventa il Muuna Loa, vulcano delle Hawaii che si erge per oltre 10 mila metri dai fondali dell´Oceano Pacifico. Mentre la montagna più alta del pianeta, partendo dal centro della terra, è il Chimborazo, che tocca ben 6.310 metri.