Il Catalogo dei viventi 2009, 6 luglio 2011
GALANTINO
Mauro Bari 6 agosto 1953. Architetto. Laureato a Firenze poi trasferitosi a Milano,
nel 2008 ha vinto il concorso per ridisegnare l’accesso a Venezia dalla terraferma, battendo personaggi come Arata Isozaki
(quello della Loggia dei nuovi Uffizi) e Meinhard von Gerkan (quello della
stazione di Berlino) • «Partendo da un progetto per un “garage multipiano” ha finito per ridisegnare l’intera area dell’ex-Deposito Locomotive, quarantamila metri quadrati tra Santa Marta e il
Tronchetto. Puntando (tra l’altro) sulla realizzazione di due parchi che idealmente ripercorreranno la Via
della Seta di Marco Polo attraverso tutta una serie di essenze, sparse tra dune
sabbiose, che riporteranno il “viaggiatore” (con la vista e con l’olfatto) a quei luoghi ormai entrati nel nostro immaginario. In mezzo a tutto
questo troveranno posto un Grand Hotel (dalle tende colorate ispirate a
Mondrian), uffici e un enorme parcheggio destinato in buona parte ai veneziani
(che potranno acquistare i posti macchina per 50 anni). Il Parco Alto e il
Parco Basso (nati dalla collaborazione dell’architetto barese con i “colleghi” francesi Alain Dervieux e Dominique Hernandez) riproporranno poi in qualche
modo tutta una serie di elementi della “visione urbana” di Venezia. Ma non solo. Nel primo, un hortus conclusus pensato come luogo
ideale per le installazioni della Biennale e per concerti, ci saranno tre
cannocchiali che inquadreranno altrettanti “volti” della città: San Giovanni e Paolo, i Frari con San Marco e, infine, il porto. Nel secondo,
a fare da pavimento, ci sarà invece un collage di tutte le pietre calcaree dure del Mediterraneo, un gioco
di “bianchi” (dall’Istria alla Grecia, dalla Turchia al Libano, dall’Egitto alla Tunisia, dal Marocco alla Spagna e alla Francia con inserti di
pietre toscane, laziali, campane, siciliane, pugliesi) per celebrare Venezia e
il suo mondo» (Stefano Bucci)