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 2011  luglio 06 Mercoledì calendario

FERRARIO

Davide Casalmaggiore (Cremona) 26 giugno 1956. Regista. Tra i suoi film: La fine della notte (1989), Anime fiammeggianti (1994), Tutti giù per terra (1997), Figli di Annibale (1998), Guardami (1999), Dopo mezzanotte (2004). Da ultimo il film documentario La strada di Levi (2006), che ripercorre le tappe del viaggio di ritorno di Primo Levi da
Auschwitz a Torino attraverso l’Europa dell’Est. Sua, fra gli altri, la sceneggiatura di Io uccido, il film tratto dal romanzo di Giorgio Faletti • «Non faccio i miliardi, neanche con Tutti giù per terra. Ma non mi sento emarginato, riesco a vivere di cinema e a fare quello che
voglio. Dalla periferia dell’impero. E sono conosciuto più fuori che in Italia» (a Paolo D’Agostini) • Scrisse al Manifesto per dichiararsi contrario al boicottaggio di Israele alla
Fiera del libro di Torino, anche se «convinto che nel conflitto medio-orientale non si possa fare a meno di stare con
i palestinesi» • «Negli anni Settanta ero un fiorettista di belle speranze ma il momento storico
presentava, diciamo così, tentazioni che mal si conciliavano con una rigorosa vita da atleta. Mi dovetti
accontentare di diventare un dignitoso seconda categoria sia di fioretto che di
spada. Una carriera da mediano, per dirla alla Ligabue. Ma al di là dei risultati agonistici, la scherma ha cambiato la mia vita. Non esagero. La
scherma non è solo uno sport. è una disciplina: non basta essere buoni atleti, bisogna saper pensare. è un’arte: chi ti insegna non è un allenatore, è un maestro. Infine è una grande, catartica metafora della vita: nessuno sport chiama assalti gli
incontri».