Il Catalogo dei viventi 2009, 6 luglio 2011
DEBENEDETTI
Antonio Torino 12 giugno 1937. Scrittore. Figlio del grande critico Giacomo Debenedetti
(1901-1967). Tra i suoi libri: Rifiuto di obbedienza (Parenti, 1958), In assenza del signor Plot (Marsilio, 1976), Ancora un bacio (Guanda, 1981), La fine di un addio (Editoriale Nuova, 1984), Spavaldi e strambi (1987), Se la vita non è vita (1991, premio Viareggio), Racconti naturali e straordinari (1993), Giacomino. Mio padre (1994), Amarsi male. Undici sentimenti brevi (1998), Un giovedì dopo le cinque (2000), E fu settembre (2005), Un piccolo grande Novecento (2006), In due (2008, per Raffaele La Capria «dodici racconti scritti come in uno stato di grazia») questi ultimi tutti editi da Rizzoli • «Ho cominciato a scrivere prima di saper scrivere […] all’età di cinque anni già costruivo dei quadernetti con fogli piegati in quattro e spillati, immaginando
che fossero dei miei libri» • «Uno scrittore uno e trino, ebreo, piemontese e romano» (Nello Ajello) • «Qualche decennio fa, Edoardo Sanguineti definì “racconti critici” i saggi di Giacomo Debenedetti. Ora i racconti veri e propri scritti da Antonio
mostrano di avere a loro volta un forte e percepibile presupposto critico:
nascono nel punto in cui l’intelligenza interpretativa si arrende e per capire qualcosa o qualcuno bisogna
assolutamente raccontare la sua storia. I teorici della letteratura osservano
che una parte considerevole della comune produzione linguistica può essere considerata racconto, prende naturalmente la forma di racconto. è quello che succede con Antonio Debenedetti: fra il conversatore critico e l’autore di racconti si stabilisce una spontanea continuità e osmosi» (Alfonso Berardinelli).
[asd]