Il Catalogo dei viventi 2009, 6 luglio 2011
CAIRATI
Bice Milano 13 luglio 1938. Scrittrice. Insieme al marito Nullo Cantaroni (1928-2004) si nasconde sotto il nome de plume di Sveva Casati Modignani, 19 romanzi pubblicati da Anna dagli occhi veri (1981) a Singolare femminile (2007), milioni di copie vendute. «Alle lettrici cerco di trasmettere più fiducia in loro stesse. Ci stupiamo dell’Islam, invece lo abbiamo in casa, in certi paesini sperduti dove moglie e figlie
vengono picchiate e ridotte come schiave» • «La nostra avventura letteraria è cominciata per caso, frugando nei ricordi dei racconti che mi faceva mia nonna.
Era una grande affabulatrice, ma invece di favole mi narrava storie di vite.
Così è nato il primo romanzo e poi gli altri. In fondo continuo a scrivere storie che
vorrei sentirmi raccontare» • Erede della tradizione di Delly, Liala, Luciana Peverelli, struttura dei
romanzi tipica della letteratura popolar-sentimentale: donna dall’infanzia infelice (per via di madre alcolizzata o patrigno stupratore che l’ha messa incinta) sposa, per fuggire al suo destino, il primo che capita. Segue
vita più miserabile di prima, riscattata però alla fine: «In queste pagine ogni sogno prima o poi si realizza. Ed è questo forse il segreto del successo» (Giulia Borgese)
• «Autrice che mescola l’alta società con la classe operaia (o contadina), che non risparmia avventure e passioni,
che enfatizza la capacità di superare gli ostacoli del cuore, nodi narrativi propri dell’intrattenimento rosa, ha l’indiscutibile merito di affrontare sempre temi di attualità e la capacità di affrescare gli ambienti che conosce con pennellate di grande efficacia. Non
saranno letteratura (né hanno mai preteso di esserlo e infatti sono sistematicamente ignorati dalla
critica), ma i libri di Sveva Casati Modignani oltre a parlare d’amore raccontano anche una storia d’Italia con capitale Milano (la città dove vive) ad alto tasso di problematicità. Le sue storie spesso affondano negli anni del fascismo che la progressista
Sveva non perde occasione di condannare, a volte si avventurano nel periodo del
boom e delle contestazioni, spesso sfiorano l’edonismo degli anni Ottanta per arrivare ai giorni nostri» (Cristina Taglietti).
[abj]