Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
PIETROSTEFANI
Giorgio L’Aquila 10 novembre 1943. Ex leader di Lotta Continua. Latitante dal 24 gennaio
2000, quando, alla vigilia della sentenza numero 9, quella della condanna
definitiva per l’omicidio del commissario Calabresi, passò il confine francese • «Per la sua durezza, Giorgio Pietrostefani era chiamato dai compagni Pietro, o
anche Pietrostalin. Capace di dire a una delle future leader del femminismo
italiano, entrata senza preavviso nella stanza delle riunioni: “Adesso esci, bussi, chiedi permesso ed entri”. O di intimare a una scrittrice di successo di non presentarsi più in collant, “che così distrai gli operai”. Finito il progetto della rivoluzione, l’attitudine al comando si è poi rivelata in altre forme: al momento del primo arresto per l’omicidio Calabresi, stava per essere nominato amministratore delegato di un’azienda dell’Iri. C’è però in lui anche qualcosa di giocoso e di disincantato. Le latitanze giovanili
nelle case degli amici, l’ammirazione per gli irregolari, l’istinto della fuga che l’ha portato per dieci anni in Africa, poi a occuparsi di tossicodipendenti, a
scrivere un libro sui pirati» (La Stampa)
• Sul delitto Calabresi, il pentimento di Marino, gli arresti e i processi di
Sofri, Bompressi e Pietrostefani, vedi le voci MARINO Leonardo e SOFRI Adriano.