Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
PIERONI
Ermanno Jesi (Ancona) 5 luglio 1945. Ex presidente dell’Ancona che prima portò in A (2003) e poi al fallimento (lui dice causa la ritorsione di Moggi, che
voleva fargli pagare lo scudetto perso nel 2000 a Perugia) • «È stato impiegato, arbitro di calcio (fino alla serie C, non male), talent scout
(il portiere Marchegiani l’ha scoperto lui), direttore sportivo, infine presidente. Un uomo di provincia
che ha annodato i fili di tutti gli stereotipi dello strapaese, furbo e
boccaccesco. In ogni città dov’È andato ha fatto strage di cuori, cominciando da Fabriano, dove lavorava alla
Merloni, passando per Taranto, dove mise il padre della sua seconda compagna a
capo della società di calcio, fino ad Ancona, dove, per una fanciulla, si scontrò con gli ultrà. In ogni città ha spaccato la tifoseria e i giornalisti. A Perugia c’È chi si vanta di non avergli mai stretto la mano. I maligni sostengono che solo
con il paracadute di Luciano Gaucci si È ritagliato un posto al sole. Comunque, a Perugia lo chiamavano “il mago”. Dal 93 al 2000 al club umbro, dalla C alla serie A, artigliando giocatori come
Nakata. Pieroni-Gaucci era un sodalizio perfetto, ma Pieroni stava stretto nel
ruolo di seconda punta. Famoso il suo litigio col portiere Luca Bucci, al
termine di Torino-Perugia 0-1 (28—11—99). Pieroni accusò Bucci di avergli spento una sigaretta sulla guancia. Della vicenda si ricorda
ancora il cerotto di Pieroni: a seconda dell’audience dei Tg che lo intervistavano, ne aumentavano le dimensioni. Al Tg1
delle 20 partiva dal mento e arrivava alla fronte. Eppure, sette mesi dopo,
stava per andare al Torino. Ma i tifosi si ribellarono. Così si comprò l’Ancona, appena scampato alla C2. Tre anni dopo era in serie A. Qui, però, deve aver raggiunto il suo livello d’incompetenza» (Roberto Perrone).