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 2011  luglio 06 Mercoledì calendario

PECORARO SCANIO

Alfonso Salerno 13 marzo 1959. Politico. Deputato. Verde. Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio nel Prodi II. Già ministro per le Politiche agricole nell’Amato II • «Né eterosessuale né omosessuale» • «Salernitano, avvocato come il padre, fratello di un calciatore di qualche
talento, Marco, nato radicale, presidente dei Verdi dal congresso di Chianciano
nel novembre 2001, l’elastico riccioluto della politica italiana ha una meta: “La fondazione di una terza sinistra che non è né quella comunista né quella riformista”. Cioè? “In Europa e nel mondo questa terza sinistra esiste ed è quella Verde, ecologista e no global. Ed è a questa che noi stiamo guardando”. Vale a dire a Joschka Fischer, il ministro degli Esteri tedesco, il Verde più in vista del pianeta. Le differenze tra i due, in realtà, non sono poche. A partire proprio dal pacifismo. La prima frattura fu
registrata già nel 98 sul tema del Kosovo. Intervenire o no? Lui rispose: “Ni”. Al punto che Luigi Manconi, l’avversario di sempre, che gli rimprovera una gestione del partito “parentale-correntizia” con in più “un intreccio vertiginoso di estremismo e futilità”, arrivò a scrivere una lettera al
Corriere di irridente ferocia rivendicando la tormentata scelta dei Verdi di
appoggiare l’intervento: “Pecoraro fu l’unico Verde dell’emisfero occidentale che non si pronunciò una sola volta: né a favore né contro. E, con sovrumano sprezzo del pericolo, tacque”. Joschka Fischer no, non tacque. E spiegò che certo, lui aveva sempre detto: “Mai più guerra, mai più Auschwitz”, ma proprio chi non voleva mai più vedere “pulizie etniche”, doveva assumersi in certi casi la tremenda responsabilità di intervenire. Tre anni dopo, replay. C’era da decidere sull’Afghanistan e Pecoraro fu granitico: nè con Bush né con Osama. Spiegò, in dissenso con l’Ulivo: “Voteremo contro le due mozioni che autorizzano l’intervento italiano in Afghanistan perché siamo contro la guerra e l’uso delle bombe per combattere il terrorismo”. Il suo amico Joschka, al contrario, non si limitò a una “solidarietà illimitata” verso gli Stati Uniti. Andò oltre, appoggiando l’intervento e rifiutando ogni equidistanza: è ridicolo dare agli Usa anche solo l’impressione che il presidente democraticamente eletto venga messo in
collegamento col più orrendo dei criminali. Noi, la maggioranza dei tedeschi, non dimenticheremo mai
che siamo stati liberati dagli Stati Uniti”. Una scelta che gli avrebbe dato le carte in regola, poi, per dire no alla
guerra in Iraq» (Gian Antonio Stella)
• è stato fortemente criticato per aver riso durante i funerali dei tre soldati
italiani uccisi in un attentato a Nassiriya il 27 aprile 2006 (Nicola
Ciardelli, Franco Lattanzio, Carlo De Trizio), foto pubblicata da tutti i
giornali e da qualcuno in prima pagina» • Vanitoso.