Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  luglio 06 Mercoledì calendario

NANIA Domenico Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) 19 settembre 1950. Politico. Senatore. Di Allenza nazionale • «Figlio di un sarto, “Mimmo” crebbe nel mito di “Peppa ’a cannunera”, la popolana barcellonese che nell’insurrezione anti borbonica di Catania del 1860 s’impadronì di un cannone e lo usò contro le truppe nemiche

NANIA Domenico Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) 19 settembre 1950. Politico. Senatore. Di Allenza nazionale • «Figlio di un sarto, “Mimmo” crebbe nel mito di “Peppa ’a cannunera”, la popolana barcellonese che nell’insurrezione anti borbonica di Catania del 1860 s’impadronì di un cannone e lo usò contro le truppe nemiche. Studente svogliato e attaccabrighe, “missinizzato” da Mario Alizzi, un neofascista assai acceso che oggi gli fa barba e capelli su Sicilia Occidente rinfacciandogli di aver premiato solo “sceccu di redina” (asini da briglia) e trasformato il partito in “una ‘madre’ snaturata e pronta a offrire il ventre a chiunque e in ogni momento, in cambio della fornitura della droga del potere”, arrivò a farsi mettere perfino in galera. “Erano i tempi delle botte con i comunisti — ha raccontato a Giancarlo Perna —. Dopo una rissa, nel 69, a 19 anni, ho fatto pure dieci giorni di carcere a Messina”. Certo è che, issato al vertice del Fronte della Gioventù contro il moderatismo di Saverio D’Acquino, la prima cosa che fece, racconta un ex camerata che oggi fa il ristoratore, “fu di trovare un accordo con lui”. Presa la laurea in Legge e fatta un po’ di pratica, decise di lasciar perdere la toga e puntare sulla politica. Consigliere comunale, consigliere provinciale e infine, dopo essere stato trombato alle politiche dell’83 anche per il boicottaggio dei “duri e puri”, deputato. Era l’87. Un po’ di anni oscuri, piccole dichiarazioni all’Ansa, un posticino da sottosegretario nel Berlusconi I (dove esordì sostenendo l’urgenza di un “immediato condono edilizio”) e rientro nel piccolo cabotaggio, fino alla svolta. Che arrivò nel 97, quando, pur non avendo scritto un solo saggetto, sbocciò in Bicamerale come “il costituzionalista di An”. Per gli avversari, come Nello Musumeci, “Mimmo” è un traffichino che “ha mutato pelle ad An buttando via l’antico rigore” per adottare i vecchi sistemi clientelari» (Gian Antonio Stella).