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 2011  luglio 06 Mercoledì calendario

LO CASCIO

Luigi Palermo 20 ottobre 1967. Attore. Tra i suoi film: I cento passi (Giordana, 2000, David di Donatello come miglior attore), Luce dei miei occhi (Piccioni, 2001, Coppa Volpi a Venezia), Il più bel giorno della mia vita (Cristina Comencini, 2002), La meglio gioventù (Giordana, 2003, Nastro d’argento miglior attore con tutti i colleghi del cast), Buongiorno notte (Bellocchio, 2003), La bestia nel cuore (Cristina Comencini, 2005). «In genere succede che si avvicinano. Lei è quell’attore, quello che ha fatto... Poi mi guardano... No, scusi, lei è meno carino, più piccolo, e se ne vanno. è la magia del cinema che mi fa apparire più alto e più bello» • «Nome di culto nel mondo dello spettacolo» (Rodolfo Di Giammarco) • «Divo poco esteriore e dalla intensa personalità, è arrivato tardi al cinema, dopo una formazione drammatica e anni di palcoscenico» (La Stampa) • «Ho un rapporto particolare con la televisione. La tengo sempre accesa, persino
quando studio. Mi piace il suo rumore di fondo, sono attratto anche dai
programmi peggiori. E sono convinto che abbia grandi potenzialità di narrazione. La tv è il mezzo ideale per lo stile epico, perché consente di raccontare saghe familiari o epoche storiche in più puntate che, portate sul grande schermo, risulterebbero compresse. In fondo è questo ad aver decretato il successo delle sei ore di
La meglio gioventù» • «Ho studiato Medicina con l’intento, poi abbandonato per fare l’attore, di laurearmi in Psichiatria. Sono anche figlio e nipote di psichiatri e
da bambino andavo a giocare a carte con i pazienti delle comunità terapeutiche» • «Ero seriamente intenzionato a diventare psichiatra, ma in famiglia c’era zio Luigi che faceva teatro e la sua passione mi ha contagiato, ho
cominciato a recitare in vari gruppi, poi mi sono iscritto all’Accademia. Ed è stato mio zio a segnalarmi a Giordana, lo ha portato a teatro a Palermo dove
recitavo Shakespeare. La fortuna è stata che, dopo I cento passi, Piccioni, con Luce dei miei occhi, mi ha aiutato a dimostrare di essere un attore in grado di fare ruoli diversi.
Anche di fare il gay in Il più bel giorno della mia vita, in cui ho cercato di evitare i cliché, ho puntato sulla storia d’amore, difficile come tutte le storie d’amore».