Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
LIVOLSI
Ubaldo Milano 1945. Banchiere • «Un nome che ai più non dice molto, ma che per il premier conta assai. Amministratore delegato
della Fininvest per gran parte degli anni Novanta, quelli della discesa in
campo di Berlusconi e della quotazione in Borsa della Mediaset, Livolsi è il banchiere d’affari del momento. La sua società, la Livolsi & Partners, spunta sempre più spesso quando c’è un’azienda da salvare: dalla Cirio alla Compagnia italiana del turismo (Cit), dal
cotonificio veneziano Olcese alla Finpart, la holding milanese proprietaria di
marchi come Cerruti e Moncler» (Luca Piana)
• «Se c’è un uomo a cui Silvio Berlusconi dovrà essere perennemente grato è Ubaldo Livolsi. è stato lui, infatti, a metà degli anni Novanta a “salvare” il Biscione. Oggi, con i forzieri Mediaset strapieni di profitti, può sembrare da archeologia della finanza ricordare come in quegli anni la
Fininvest avesse debiti per 4.500 miliardi di lire pari al 43,7% del fatturato
consolidato. Livolsi inventò il marchio Mediaset, coinvolse il sistema bancario e quotò la nuova società» (Dario Di Vico)
• «Il bello di Ubaldo Livolsi è che non lo conosce nemmeno chi lo conosce. Ubaldo Livolsi non partecipa alle
feste, non trascorre le vacanze in barca con Marcello Dell’Utri e Cesare Previti, non frequenta l’anfiteatro di Villa Certosa per applaudire i duets di Silvio Berlusconi e
Michele Apicella e non ha la poltroncina riservata per le partite casalinghe
del Milan. Rifugge le cene affollate e si piega di rado soltanto a quelle a
ranghi ridotti, nelle quali parla poco e di lavoro. Nato a Milano da padre
palermitano, pare essere un seguace di quello strepitoso motto siciliano
secondo cui una parola è poco e due son troppe. Traduzione: a tacere non si sbaglia. Specialmente al
telefono» (Mattia Feltri).