Il Catalogo dei viventi 2007, 6 luglio 2011
GIORGIA
(Giorgia Todrani) Roma 26 aprile 1971. Cantante. Sue canzoni più famose: E poi (94), Come saprei (95, vincitrice del Festival di Sanremo), Strano il mio destino (96), Mangio troppa cioccolata (97), Di sole e d’azzurro (2001, seconda a Sanremo), Gocce di memoria (2003) • «Vorrei fare il punk e vorrei cantare Come saprei, per mescolare le due parti faccio una gran fatica» • «Quello delle etichette è sempre stato un problema per Giorgia, identificata come sophisticated lady una
volta, ragazzaccia ribelle un’altra» (Andrea Laffranchi) • «Con la voce che si ritrova può spararle grosse e restare sempre in piedi. Girare un video in mutande e non
apparire mai volgare. Imboccare la strada del peccato e conservare l’aria perbene della maestrina dalla penna rossa. Un talento, questo, che la
condanna alla perfezione, la più rognosa delle pene che una cantante debba scontare» (Ilaria Bellantoni) • «è dotata, su questo non c’è dubbio. Il suo è un mondo di contrasti: semplicità quasi popolaresca, e tormenti da giovane Werther, fragilità e aggressività, timidezza ed erotica sfrontatezza. è un’interprete sofisticata, ma quando parla alla gente vuol fare quella che in fondo
è come tutti, una ragazza normale. Angelo e diavolo, e in mezzo c’è la cantante, quella che molti dicono essere l’unica erede delle grandi del passato» (Gino Castaldo)
• «Sono i due estremi che mi tormentano. Per tanto tempo non ho capito quale doveva
vincere. Sono esplosa con Come saprei, ma poco prima facevo le cover soul e di Hendrix. La maturazione mi ha fatto
capire che posso esprimere anche altro. Cambiavo spesso perché non mi andava di trovarmi addosso una definizione sola e di diventare un
prodotto» • «Se ripenso a ciò che ho fatto mi rendo conto che avrei anche potuto essere travolta, consumata
da certe scelte. Come quella di ritornare a Sanremo dopo averlo vinto perché la gente era stata carina con me» • Ha cominciato a cantare nella band (gli Io vorrei la pelle nera) in cui cantava
il padre (nome d’arte Alan Soul): «Dovevo chiamarmi Georgia, in onore della Georgia on my mind di Ray Charles, ma nel 71 all’anagafe i nomi stranieri erano vietatissimi» • Ha avuto una lunga storia col collega Alex Baroni (nel 2002 vittima di un
incidente stradale).